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Denuncia

Dopo aver presentato querele alla Procura di Roma sia per un caso giudiziario che per qualsiasi altro argomento sia il pubblico ministero che il giudice per le indagini preliminari archiviano sistematicamente i procedimenti come parte offesa. Il metodo è le motivazioni sono le stesse: inconsistenti e scarica responsabilità. Per anni vengono richiesti dettagli in querela e quando soddisfatti, i reati vengono ravvisati contro ignoti poi archiviati non sapendo quali indagini vengano fatte se i fascicoli rimangono negli scaffali oppure in mano agli assistenti o chissà cosa. Quando i reati sono noti il pubblico ministero presenta la richiesta di archiviazione sul procedimento penale notizie di reato, per altro, con inefficienza e confusione perchè non si capisce a quale querela si riferisce dal momento che vengono tutte riunite nel fascicolo di archiviazione poi con fatti non costituenti reato scaricando il reato penale in materia civile sapendo che và a lungo termine!. Viene presentata opposizione alla richiesta di archiviazione del pm nonostante difficoltà arrecate da alcune segreterie ma il gip archivia con delle motivazioni offensive ed incompetenti uguali a quelle del pm cioè tutela un sistema dettato da potenti e malcostume. Non solo, oltre all'opposizione vengono presentati atti integrativi per specificare i fatti, già ricostruiti a querela, a volte, paradossalmente ravvisati dalla Procura ma il risultato è lo stesso. Stessa prassi in altre Procure della Repubblica. In altre occasioni, la Procura di Roma non riesce a rilevare le persone note ed indagate e per sapere se queste ultime vengono identificate, viene, tuttavia, portato ad iscrizione il procedimento penale ma poi sempre vanificato. Non riesce a concretizzare, per esempio, il reato penale di truffa art. 640 c.p., patrocinio infedele art. 380 c.p., abusi d'ufficio art. 323 c.p. ed altri ancora. Il fatto assurdo, è che la Procura di Roma, chiede l'assistenza del legale, e quando incaricato emerge o un patrocinatore infedele oppure, non fà querela a timbro e firma di studio né porta avanti i procedimenti come parte offesa ma prende solo soldi procurando esclusivamente sia spese legali che di tribunale diluendo le questioni a lunga scadenza. Il legale lo dichiara anche spudoratamente. Pazzesco. Insomma, la denuncia, per quanto personalmente concerne, non rende, quindi, nessuna giustizia né richiesta danni, ma solo uno spreco di tempo, lavoro, carta e denaro. E' questa costanza che lo dimostra. La querela viene praticamente resa inutile, non riuscendo a capire, in tutta franchezza, cosa serve denunciare fatti e mettere legali se poi vengono resi tali. Nonostante ciò, viene appreso dai mass-media che la Procura di Roma lamentava che ci sono cittadini che non denunciano però nessuno discute sul perchè. Assurdo!. Sapendo che una persona è senza lavoro né reddito, essendo state fornite innumerevoli prove documentali, e che la denuncia, querela o esposto è spesso necessaria, la Procura stessa chiede presenze assidue a Roma a seguito di decreto per la fissazione di udienza in Camera di consiglio del gip non capendo che non si possono soddisfare spese di trasferta e permanenza a cui si aggiungono le lentezze di procedimenti come parte offesa mentre quando si è indagati si apprendono che ci sono proroghe per il termine delle indagini preliminari e perizie tecniche!. Un paradosso incredibile!. La Procura di Roma chiede di visionare i fascicoli dove vengono riconosciuti fatti e persone denunciate, però, il risultato è lo stesso: archiviazione. Si definisce una Procura competente giurisdizionalmente, tribunale dei ministri e magistratura ordinaria in senso Costituzionale ma anche denunciando qualsiasi fatto con nuovi elementi chiedendo indagini supplettive al fine di agevolare la comprensione degli argomenti, a volte, richiesti anche da loro il risultato è lo stesso. Quindi, il cittadino rimane sempre vittima di ingiustizia. Anche le istanze presentate al presidente dei gip della Procura di Roma, Carlo Figliolia, non sono servite a nulla. E' stato un incubo solo per avere richiesto normale giustizia. Durante recenti interviste su mass-media alcuni magistrati di Roma hanno anche dichiarato di definirsi coloro che hanno “sposato le istituzioni”!. La Procura di Roma ha vergognosamente vanificato ogni diritto, suggerendo, lei stessa, di farli rilevare nelle sedi competenti, mentre invece è anche lei la sede competente e proprio su altre sedi conosceva perfettamente gli argomenti a denuncia. Le conclusioni sui motivi per i quali un comune mortale cittadino ha questi risultati, e solo per esso la Procura è oberata di lavoro, a differenza di politici o persone importanti, vengono lasciati a chi di dovere ed all'opinione pubblica. Il Ministro di giustizia Paola Severino conosce questi fatti.

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