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Arma di Distruzione (Lenta) di Massa?

Arma di Distruzione (Lenta) di Massa? E così, superata la crisi che vedeva un anno fa la nostra Italia ad un passo dal baratro, grazie all’impegno amorfo, lineare e per niente loquace (specialmente con i rappresentanti dei grandi sindacati nazionali) di un Governo tecnico, “innestato” forzatamente, o a chi più piace, doverosamente, nella pianta del Parlamento dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, grazie alla previsione sbagliata dei Maya sulla fine del mondo, che ci vede oggi vivi e vegeti (per molti Italiani potremmo dire più vegeti che vivi), grazie all’imminente (e temporaneo - purtroppo) arrivo in Italia dei nostri Marò dallo Stato indiano del Kerala, dove sono ancora detenuti in attesa di sentenza se essere processati da un Tribunale Indiano o da uno Italiano, possiamo finalmente goderci questo austero ed impoverito Santo Natale in famiglia. Con ciò non stiamo ad inventare la fiaba che i nostri problemi siano terminati. Tutt’altro. Solamente rinviati. E’ una nostra grande specialità, quella di rinviare le soluzioni ai gravi problemi che abbiamo davanti l’uscio di casa, demandando ad altri che verranno dopo di noi l’impegno per risolverli. Ce l’abbiamo nel nostro DNA. E se per caso, anche coloro che dovrebbero affrontarli e risolverli quei problemi non fossero in grado di trovare delle soluzioni ottimali, potranno anche loro demandare ad altri ancora le tanto attese e sperate risoluzioni, non prima però di essersi discolpati in modo così naturale e giustificabile, che nessuno potrà mai accusarli (lecitamente) di incompetenza o, peggio ancora, di “impudenza“. E i problemi crescono. Si accumulano. Si ingrandiscono. Ma noi, inconsciamente, ed un po’, diciamolo, anche vilmente, ce ne stiamo chiusi dietro l’uscio di casa nostra, così come fa lo struzzo nella savana che mettendo la testa sotto la sabbia, si convince che il leone non è più dietro di lui per ghermirlo e divorarlo. Tragica illusione, purtroppo! Mentre aumentano le famiglie italiane che lottano mensilmente per la sopravvivenza, assistiamo da spettatori (e non da Sovrani) alla campagna elettorale già iniziata di Partiti, Movimenti e Club Politici con lo scopo principale di arrivare al potere. Speriamo che dalle prossime elezioni ci sia un Governo che in grado e nella possibilità di governare e di affrontare e risolvere i gravi problemi che lo stanno già aspettando, di qualunque colore o formazione politica esso sia. Magari il nuovo Governo ci farà capire, una volta per tutte, che la moneta EURO è un bene acquisito da difendere a tutti i costi, la quale ci porterà crescita, lavoro e benessere, oppure che essa si riveli inequivocabilmente (specialmente e soprattutto per i Paesi del Sud Europa che hanno adottato la moneta Comune) come un’”Arma di Distruzione (Lenta) di Massa”. Ma anche il Governo dimissionario può nel frattempo prendere delle decisioni importanti, nell’attesa di cedere “la campanella” al Nuovo che verrà. Una tra queste potrebbe essere per esempio, la decisione di non far rientrare i due Marò in India, poiché quel Governo non si sta dimostrando leale nei confronti nostri, al contrario di come lo siamo stati finora noi. Hanno distrutto le prove a carico e a discarico dei Marò, hanno affondato la barca dei pescatori uccisi, e non è più possibile effettuarne l’autopsia. Non dimentichiamo inoltre che a Kochi, nello Stato indiano del Kerala, hanno arrestato i Marò con l’inganno, (e probabilmente anche con un po’ di perfidia) con l’accusa di aver ucciso i due pescatori locali scambiandoli per pirati. Hanno inoltre sequestrato per oltre un mese nel porto dello Stato di Kerala la nave petroliera italiana che navigava in acque internazionali, perquisendola da cima a fondo, (violando il principio internazionale di extraterritorialità) ed arrecando, di conseguenza, danni alla Compagnia navale per centinaia di migliaia di Euro. Si arrabbierebbero certamente gli Indiani, ma tant’è: Inganno Italiano ricambiato, pari pari, con l’Inganno Indiano. In Diplomazia ed anche nel Diritto Internazionale si chiama: “Reciprocità”. Buon Natale Tonycimi - Vicenza

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