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La conferenza stampa del Premier Monti

Gentile Direttore, premesso che il sen. Monti non mi è particolarmente simpatico, sia perché ha un eloquio da Monsignore sia per il suo atteggiamento da Messia, devo riconoscere che oggi, durante la conferenza stampa, si è giustamente tolto qualche sassolino dalle scarpe. In particolare, mentre nei confronti dell’on. Alfano ha usato frasi taglienti, ricordandogli un passaggio del suo discorso alla Camera e affermando che “le parole hanno un significato e un peso ancorché maggiore se pronunciate in Parlamento”, ha giustamente ridicolizzato i comportamenti schizofrenici dell’on. Berlusconi. Nulla da eccepire, l’on. Berlusconi ed il suo delfino lo meritano e così pure tutti i nanetti del PdL che ancora cercano riparo sotto l’ala protettrice dell’on. Berlusconi nella speranza di poter mantenere il comodo seggio-lone. Hanno distrutto un partito e giustamente verranno puniti dagli elettori, molti dei quali ormai da tempo ex-elettori. Ciò premesso, non posso tuttavia notare che, come accade frequentemente al sen. Monti, essendo una sua caratteristica, in alcuni passaggi ha detto e non detto, ha fatto accenni, ha mandato messaggi a volte criptati, ma, a mio avviso,la cosa più indisponente è stata che a fronte di un paio di domande scomode sia svicolato e non abbia sostanzialmente risposto. Anche le motivazioni addotte a giustificazione di ciò che non è stato fatto mi sono apparse piuttosto deboli e sicuramente non ammissibili da parte di un governo tecnico che, come tale, non aveva la “preoccupazione di dover rispendere all’elettorato”. Mi verrebbe da dire che ha già imparato bene il mestiere del politico e non è un caso infatti che la sua strategia sia molto astuta : in sintesi ha mandato un chiaro messaggio ai politici e agli elettori e cioè che è disponibile ad assumere nuovamente l’incarico di Premier se vi sarà una larga convergenza sulla sua agenda (come dire “prendere o lasciare”). In sostanza, non si è ufficialmente candidato a Premier sotto la bandiera di un partito o di una coalizione, ma se dopo le elezioni venisse “chiamato” sarebbe disponibile. In tal modo ha spuntato le armi di molti suoi avversari (più o meno dichiarati tali) in quanto non scende in politica, o sale, come lui ha preferito sottolineare. E’ Senatore a vita e quindi non ha bisogno di essere eletto, ma nulla vieta che si metta a disposizione, in caso di necessità, per la guida di un governo purché sulla base della sua agenda programmatica. Quindi in campagna elettorale non si dovrà parlare del candidato Monti, ma dell’agenda Monti e questo creerà un notevole scompiglio e, prevedibilmente, lo spacchettamento non solo del PdL, peraltro già in atto, ma anche del PD dove ci sono esponenti di primo piano più o meno dichiaratamente favorevoli all’agenda Monti. Una previsione ragionevole è che il PD avrà la maggioranza alla Camera, ma non al Senato e quindi Napolitano proporrà di affidare la guida del governo al sen. Monti. Piaccia o non piaccia, ci stiamo avviando verso un Monti bis, quindi più tecnico che politico. Gianni Porzi, casalecchio di reno (bologna)

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