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calcolo sui coefficienti di aspettativa di vita senza fondamento

Tutti noi abbiamo sentito dai mass media in questi giorni e non solo un teorema che viene dato per scontato ,ma che non è assolutamente scontato e non trova nessun fondamento logico matematico e scientifico ,cioè che per effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita la nostra pensione dovrà essere ridotta. Da Gennaio 2013 entrano in funzione i nuovi coefficienti di aspettativa di vita ,evviva!!! Ma molti di voi sanno cosa sono , a cosa servono ,come influiranno sulle nostre pensioni e soprattutto se sono o non sono una truffa? Iniziamo con il dire cosa sono: Con il sistema contributivo da Gennaio 2013 , la pensione sarà influenzata dall’intero ammontare di contributi versati durante la propria vita lavorativa ,cioè da quando avete iniziato a lavorare fino a quando andrete in pensione . L’intero ammontare versato in poche parole viene diviso per gli anni che vi rimane da vivere da quando andrete in pensione fino al momento del decesso (calcolato come media in base all’aumento dell’allungamento della vita). Attualmente ci tengo a precisare che per le doone la stima europea è 79,5 anni e per gli uomini 74,5 anni. Facendo un ipotesi se andate in pensione a 65 anni e la vita media è 85 anni ,il vostro assegno pensionistico sarà dato in linea generale dall’intero ammontare diviso 20 (85-65). Ottenete cosi’ lo stipendio mensile lordo annuale che diviso per 13 vi darà lo stipendio lordo mensile. L’Inps ottiene lo stesso calcolo moltiplicando l’intero ammontare per un coefficiente chiamato di aspettativa di vita ad esempio 0,05 riferito ai nostri 20 anni. Il risultato non cambia dividendo per 20 o moltiplicando per 0,05. Ora per l’effetto dell’allungamento della vita media viene calcolato che dal 2013 si vivrà 3 mesi in più ,per cui i signori dell’inps giustamente prendendo l’intero ammontare della vita lavorativa non lo divideranno piu’ per 20 anni ,ma per 20 anni e 3 mesi ,oppure non adotteranno piu’ il coefficiente 0,0500 ma 0,0494 e chiaramente l’assegno pensionistico mensile si abbassa più o meno di 30 euro per ogni mille euro di pensione. Ora questo scherzetto verrà fatto anche nel 2016 ,nel 2019 ,e poi ogni due anni nel 2021 ,nel 2023 e cosi’ via ed ogni volta ci ritroveremo 30 euro in meno per ogni 1000 euro di pensione, in poche parole questo scherzetto ci costerà per chi dovrà andare in pensione tra il 2020 e 2024 una cifra che va dai 150 ai 220 euro da decurtare al nostro assegno pensionistico, e aumenterà con il passare degli anni. Veniamo ora alla domanda se il calcolo che l’INPS ha fatto sia giusto o meno. Secondo me, ed è una opinione personale, è completamente sbagliato perché non solo i coefficienti di aspettativa non devono diminuire ma addirittura dovrebbero aumentare e ve lo posso dimostrare. I signori dell’inps o chiunque ha inventato questi calcoli si sono dimenticati di dirvi una cosa molto importante ; che se è vero che dal 2013 noi vivremo 3 mesi in più è pure vero che dal 2013 noi usciremo dal lavoro 3 mesi più tardi sempre per l’aspettativa di vita e che se dal 2016 noi vivremo 6 mesi in piu’ ,noi dal 2016 usciremo dal lavoro 6 mesi piu’ tardi ,e di conseguenza il famoso INTERVALLO che intercorre da quando noi usciremo dal lavoro a quando moriremo sarà sempre UGUALE e quindi i coefficienti non dovrebbero diminuire. Ma non solo , i signori dell’INPS si dimenticano di dirci un'altra cosa importante , è che se ogni volta che passano 3 anni per l’aspettativa di vita usciremo dal lavoro sempre 3 mesi più tardi è pure vero che il nostro famoso ammontare dei contributi versati sarà sempre maggiore e dunque se il montare aumenta e l’intervallo di cui io posso usufruire del mio assegno è sempre lo stesso ,il mio assegno pensionistico dovrebbe aumentare e non diminuire. Purtroppo siamo abituati a sentire dai telegiornali e dai giornali questo teorema secondo il quale dal momento che si vive di piu’ allora l’assegno pensionistico debba diminuire ,ma questa affermazione non ha nessun fondamento matematico. Come del resto non ha nessun fondamento matematico dire che dal momento che la vita media della popolazione in vita è aumentata ,questo significa che si vive più a lungo. La popolazione invecchia perché nascono sempre meno figli ,i neonati che abbasserebbero la media con i loro anni zero, questa crisi provoca la diminuzione dei matrimoni, non si riesce a trovare o comprare casa perché le banche non fanno piu’ nutui ,la mancanza di un lavoro ,ma il fatto che nascono sempre meno figli non autorizza a dire che si viva piu’ a lungo ma solo semplicemente che la popolazione sta invecchiando che non è la stessa cosa,ma il teorema è semplice ,meno figli nascono più tu vivi a lungo ,interessante curiosa teoria !!! direbbe il Signor Spoke di Star trek ,interessante teoria atta a prendere in giro circa 60.000.000 di Italiani. Infine ritorniamo ai nostri coefficienti di aspettativa di vita, guardano i coefficienti di aspettativa di vita salta all’occhio che a fronte di una diminuzione dei coefficienti fino a 65 anni ,da 66 anni i coefficienti aumentano , questo per incoraggiare le persone a restare a lavoro oltre i 65 anni . In poche parole , prima ti penalizzano levandoti fino a 200 euro del tuo assegno pensionistico con questi calcoli matematici a dir poco discutibili , poi te li restituiscono se ti fermi oltre i 65 anni , fino ad aumentarti il tuo assegno di 200 euro se lavori fino a 70 anni, facendoti credere di darti di più ,ma in realtà ti danno ne più e ne meno di quello che ti spetterebbe. Facendo un rapido calcolo , una persona che ha iniziato a lavorare a 17 anni come me e che andrà in pensione a 62 anni con 44 anni di contributi per effetto dell’aspettativa di vita , avrà versato con uno stipendio lordo di 44.000 euro lordi annui attuale un totale di 560.000 euro di contributi già rivalutati con coefficienti di rivalutazione del PIL e invece di aver diritto di ad una pensione di 2.000 euri netti ,avrà grazie a questi coefficienti di aspettativa di vita una pensione di 1.800 euro ,stiamo parlando fra 10 anni ,attenzione !!! Se la persona invece di 62 anni andrà in pensione a 70 anni ecco che magicamente tornerà in possesso della cifra decurtata ,ma attenzione !!! nessun premio è stato dato. Inoltre ammettendo di vivere fino a 80 anni (cosa del tutto improbabile,attualmente le stime europee ho letto sono 79,5 per le donne e 74,5 per gli uomini) ) ,80-62 = 18 anni * 1.800 * 13 mensilità ,lo Stato alla fine mi restituirà 421.200 ,molto meno di quello che ho versato,ma se io uscissi a 70 anni dal lavoro è vero che lo Stato mi da 2.000 euro al mese ,ma 80-70 = 10 * 2000 * 13 mensilità ,Lo stato mi restituirebbe 260.000 euro,secondo voi vi conviene?

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