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una domanda al sig. Berlusconi

egregio sig. Berlusconi (La prego mi faccia usare solo il primo titolo che si da a tutte le persone di sesso maschile, gli altri sono solo un succedaneo dei titoli nobiliari che la nuova monarchia chiamata Repubblica, dal 1948 ha iniziato a fornire), le scriverò in forma semplice, da italiano normale, benché, spero grammaticalmente corretta. Ma perché quello che sta dicendo ora non lo disse prima? Noi poveri italiani (di ogni colore politico anche se con sfumature e opinioni diverse) è da un pezzo che conoscevamo tutto quello che Lei sta dicendo ora. Noi poveri italiani, uomini della strada è da almeno la scorsa estate che avevamo capito che volevano sostituirla al governo. Noi poveri italiani, uomini della strada e pecore, avevamo capito che i due traditori della Patria, Napolitano da comunista quale è e/o fu, sperando per decenni di far entrare i sovietici in Italia e Monti intrecciato con tutti i poteri economici mondiali, avevano brigato per permettere la definitiva instaurazione della dittatura germanico/europea. Noi poveri italiani, uomini della strada e pecore elettrici sospettavamo cosa Monti avrebbe fatto una volta al governo, dal momento che egli e tutta la sua cricca di "tecnici" non sono mai stati altro che coloro che hanno contribuito, dall'interno degli enti statali dove hanno sempre vissuto da almeno 30 anni a questa parte, a creare lo stato di cose dove ci troviamo e la Casta di cui fanno parte. Sig. Berlusconi, veramente Lei non sapeva tutto questo? Se lo credevamo allora noi popolino, veramente Lei non ne sapeva alcunché, dall'alto della Sua privilegiata posizione? Crede veramente che, ora che dice di voler fare inchieste sul precedente governo ed il Presidente della Repubblica, la maggior parte degli italiani ricomincerà a votarla? Perché quelle inchieste non le ha fatte prima? Perché non ha lottato prima e non ha spiattellato tutto prima? Perché solo ora dice che Fini ha studiato tutto da prima per abbandonarla e brigare con Monti e Napolitano? Crede che la sceneggiata di quel fallito quando si alzò platealmente ad urlare "Che fai, mi cacci?" il popolino non avesse capito che era una recita? Che quel traditore, non sapendo come andarsene, fece quella pagliacciata che tutti i servi dello stato hanno poi avallato come una Sua idea? Crede che gli italiani non sappiano da sé che l'uso del famigerato spread è un imbroglio? E' un giochino di rialzi e diminuzioni fatti ad hoc da Monti e dalla sua amica culona, hitlerina dei poveri, per terrorizzare i cittadini? Crede davvero che ora che dice apertamente queste cose e ricomincia a promettere che una volta al governo farà di qui e farà di là, noi Le ridaremo il voto? Come possiamo credere che ciò che non ha potuto o voluto fare in 20 anni, potrà farlo da marzo? Come potremo credere che non ricomincerà a privilegiare le leggi a Lei utili prima di quello che serve a tutti? Faccio queste domande a Lei al quale in passato ho creduto non certo per la dedizione politica alla quale non crederò mai per qualunque politico, ma per la capacità imprenditoriale che ha dimostrata nella vita.

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