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LA BEFFA DEL REDDITOMETRO

Egr Direttore, Le inoltro copia della lettera da me inviata al Dot. A. Befera per il seguente motivo: in seguito ad un accertamento fiscale tramite redditometro per gli anni 2007/2008 causa un cavallo di cui ero propietaria, non sono risultata congrua e di conseguenza mi sono vista richiedere dall' Agenzia delle Entrate una cifra pari a 20000 €.Premetto che si trattava di un cavallo di 20 anni da me iscritto in FISE in quanto di origine sconosciuta e totalmente privo di documenti di identificazione, stabulato presso un centro ippico autogestito dai propietari di cavallo sito in zona agricola in Oltrepò pavese. Per questo cavallo lo stato mi attribuisce un costo annuo di 24000€ sebbene io abbia presentato i verbali delle assemblee dei soci da dove risulta che i costi effettivi sostenuti per il mantenimento erano di gran lunga inferiori a quelli stabiliti dal redditometro. Mi domando allora perchè nel 2011 il ministero delle politiche agricole ha istituito per DM una COMMISSIONE REDDITOMETRO CAVALLO il cui scopo era quello di chiarire il rapporto spesa/cavallo? Tale commissione si è inoltre rivolta alla SIVE (società Veterinaria per gli Equini, affiliata ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) che ha prodotto per la commissione un documento volto ad evidenziare le problematiche legate al rapporto redditometro/cavallo . Questo il contenuto della lettera alla quale purtroppo, per ora, non ho ancora ricevuto risposta. Spero in qualche consiglio. Cordialmente N.G. -------------------------------------------------------------------------------- Milano, 21/12/12 Egr. Dott. A. Befera, Le scrivo riguardo a un problema che mi ha colpito recentemente e che ho scoperto interessare molte persone: il rapporto reddito/cavallo. La mia storia è semplice. Come tanti fin da bambina ho sempre amato i cavalli ma vivendo a Milano è sempre stato un sogno irraggiungibile. Dopo la laurea in Medicina Veterinaria mi sono trasferita a vivere in Oltrepò Pavese ed essendo in area agricola ho cominciato a frequentare una scuola di Equitazione che distava pochi Km da casa mia. Nel 2006 la scuola mi ha ceduto un vecchio cavallo (presunto anno di nascita 1988) il quale necessitava di troppe attenzioni e cure per poter essere lasciato gestire ai ragazzini della scuola. Questo centro ippico era infatti una sorta di cascina a gestione sociale dove i proprietari dei cavalli, con non pochi sacrifici in termini di tempo e soprattutto di disponibilità si occupavano di tutto dalla pulizia dei box alla manutenzione delle strutture. Questo cavallo non solo aveva grossi problemi agli arti ma era anchesì totalmente privo di documenti. Poco importava: realizzavo un sogno. Ho provveduto quindi a curarlo e successivamente a regolarizzarne la posizione anagrafica e la prorietà iscrivendolo in FISE. Il costo mensile per il mantenimento di questo cavallo ammontava a 150€ (costi documentati dai verbali delle assemblee dell’associazione). Una volta curato il cavallo veniva usato da me che me ne occupavo e in parte per la scuola dei bambini, nel 2009 è stato poi definitivamente messo al prato per raggiunti limiti di età. Oggi in seguito ad un accertamento fiscale tramite redditometro per gli anni 2007/2008 la Sua agenzia, sebbene io abbia presentato le copie dei verbali delle assemblee dell’associazione nonché il libretto che evidenzia l’età del cavallo e dimostra che non si trattava di un purosangue e che era di un animale di origine assolutamente sconosciuta mi chiede 18000€ in quanto ovviamente per quei 2 anni non risulto congrua. Per me si tratta di una cifra enorme pari alla metà del mutuo che con mia mamma ho chiesto in 15 anni per ristrutturare la casa. Preciso che oltre al danno c’è la beffa, infatti l’accertatore che ha seguito il mio caso, tenuto conto del fatto che sono veterinario ha provveduto ad abbattere le spese per il, mantenimento del 50% il che significa: il cavallo in effetti era vecchio e mal concio e per quei due anni è costato solo 24000€ anziché 48000. Tramite l’AMVI (Associazione Medici Veterinari Italiani) a cui mi sono rivolta per un consiglio per questo pasticcio ho però scoperto che il Ministero delle Politiche Agricole nel 2011 , cioè già un anno fa, ha istituito con Decreto Ministeriale la “Commissione Redditometro Cavallo “ che ha commissionato alla SIVE (Società Italiana Veterinari per gli Equini) un documento di osservazione per studiare il rapporto cavallo/spesometro/redditometro. Il documento presentato alla Commissione sottolineava punti fondamentali che in sintesi sono: 1 il costo per il mantenimento di un cavallo non può essere determinato dal tipo di documento di identità dal momento che l’attività svolta e il costo per il mantenimento dipendono dalle capacità del soggetto vale a dire, per esempio, che il costo per un cavallo purosangue da corsa in attività agonistica tenuto in ippodromo cala drasticamente se lo stesso soggetto è tenuto in campagna per uso ludico (sul libretto del mio cavallo c’è scritto cavallo da salto). 2 I coefficienti attualmente usati sono simili a quelli utilizzati per gli yacht e portano a valori irrealistici. Infatti il costo di mantenimento del cavallo dovrebbe tener conto della tipologia delle strutture dove è ospitato riferendosi ai costi effettivi e ben noti (La invito a visionare la cascina dove era situato il centro ippico) 3 Va tenuta in ASSOLUTA considerazione la differenza tra cavallo da reddito e cavallo d’affezione o riabilitazione 4 Da ultimo va considerato che l’anagrafe equina non è assolutamente aggiornata alla totalità della popolazione equina e il Fisco si rivolge OVVIAMENTE solo ai proprietari in regola in quanto il redditometro punisce la regolarizzazione della propietà del cavallo. In pratica mi perdoni l’espressione : Cornuti e Mazziati. Vede Dott. Befera, purtroppo, facendo il Veterinario, anche se non mi occupo di cavalli, non potevo, eticamente parlando, non mettere in regola il mio ma se potessi tornare indietro Le garantisco che mi guarderei bene dal dichiararlo infatti per quel cavallo oggi rischio di trovarmi la casa ipotecata. Casa per la quale sto pagando ancora il mutuo. Da ultimo visto il lavoro della Commissione come mai ancora oggi succedono queste cose gravissime ? Spero comunque che Lei possa/voglia darmi una risposta. Cordialmente N. Gagliardi

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