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Nuovo redditometro, colpo di grazia al mercato dell'auto

L’auto è da sempre uno strumento prioritario di libertà, esalta l’indipendenza, la forza individuale, l’aspirazione ad organizzare in modo autonomo la propria vita, il desiderio di emergere. Ciò è confermato dalle vicende dei Paesi in cui la libertà è stata contrastata. Ai tempi delle due Germanie, quella dell’Ovest ha dato i natali alle più grandi e prestigiose case automobistiche mondiali, mentre quella dell’Est si è espressa in termini automobilistici solo con la Trabant, un'obsoleta utilitaria in plastica con un fumosissimo motore a due tempi. Se ciò non bastasse, consideriamo il panorama automobilistico dell’Unione Sovietica fino agli anni 80, dove l’auto più ammirata e desiderata era una normalissima vettura Fiat , da anni fuori produzione in Italia, la 124. Si è cercato anche nei paesi occidentali di appiattire , limitare, uniformare lo scenario motoristico, tentando di annientare la diversificazione di cui era portatore. In Italia, il governo insediatosi nel 1996 ha introdotto il calcolo della tassa di possesso sul numero dei KW, un provvedimento non solo fiscale ma anche politico, perchè mirava a colpire l'appassionato di automobili, chi con macchine particolari, il più delle volte poco costose ma con motori potenti, voleva affermare la propria cultura automobilistica contro l’omologazione generalizzata. Negli appostamenti che oggi vengono messi in atto per controllare a fini fiscali chi è alla guida di vetture ritenute prestigiose non c’è solo la volontà di lottare contro l’evasione ma il desiderio di eliminare dalla scena automobili che si discostano troppo dalla mediocrità, obiettivo centrato perfettamente, infatti moltissimi hanno venduto o chiuso in garage tali vetture. Con il nuovo redditometro che prende di mira il possesso dell’automobile l’opera di contrasto al mezzo motorizzato sarà completata e si realizzerà il desiderio che per anni hanno perseguito i nemici dell’auto e della libertà: l’utilizzo generalizzato del mezzo pubblico, che certamente non sarà mai simbolo di autonomia e indipendenza. Per oltre cento anni, fin dalla sua nascita, l’acquisto dell’automobile è stato un evento piacevole da vivere e da ricordare ora l’hanno reso un episodio angosciante che promette solo controlli, fastidi, guai. RISULTATO: UN MILIONE DI AUTO VENDUTE IN MENO RISPETTO AL 2007!!!!! Non importa se le fabbriche e le concessionarie chiudono, se si perdono centinaia di migliaia di posti di lavoro, fondamentale è omologare, massificare, sradicare la libertà.

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