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corte dei conti o corte dei miracoli

Caro Direttore, vuole pubblicare questa lettera ? Al Presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta Vorrà perdonarmi se io, che sono una semplice cittadina senza specifica istruzione giuridica, oso parlare di Costituzione proprio con Lei che è il Presidente della Corte Costituzionale. Se non sbaglio la Costituzione è la legge che garantisce i diritti fondamentali dei cittadini, tra cui il più importante è quello dell’uguaglianza, principio già contemplato nello Statuto Albertino. Nei secoli scorsi, è stato versato molto sangue per ottenere un documento che tutelasse il popolo, popolo inteso come strato sociale economicamente meno sviluppato. Dunque, se lo scopo fondamentale della Costituzione è quello di garantire i diritti dei cittadini, perché mai i Membri della Consulta vengono eletti in parte dal Presidente della Repubblica, in parte dal Parlamento e in parte dalle supreme magistrature? Mi sembrerebbe logico che la Corte Costituzionale fosse eletta dal popolo “sovrano” e non da chi detiene il potere. In pratica è come se un imputato non potesse scegliersi l’avvocato, ma fosse la controparte a scegliere per lui. La Corte Costituzionale nell’accogliere il ricorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, relativo alle intercettazioni telefoniche con il senatore Nicola Mancino, ha deliberato che quelle intercettazioni erano lesive delle prerogative che la Costituzione attribuisce al Capo dello Stato. Peccato che l’art. 90 della Costituzione preveda che il Presidente della Repubblica possa essere giudicato per alto tradimento. Con questa sentenza la Consulta ha compiuto un “miracolo” trasformando il Presidente di una Repubblica costituzionale in un monarca assoluto. Il Governo Dini, nel 1995, ha predisposto una legge che taglia del 25, 40 o addirittura del 50 per cento le pensioni dei coniugi superstiti, qualora gli stessi dispongano di un altro reddito. Considerato che queste pensioni sono maturate con il pagamento di contributi, tagliarle rappresenta una chiara violazione dell’art. 3 della Costituzione, perché se tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, o si riducono tutte le pensioni o non se ne riduce nessuna. La Corte ha rigettato un ricorso che chiedeva l’abrogazione della legge DINI riguardo alla reversibilità. Anche questa volta la Corte Costituzionale ha compiuto un “miracolo” trasformando le pensioni di reversibilità in pensioni sociali. Questi sono due esempi che spiegano come mai i membri della Consulta non sono eletti dai cittadini, ma da chi detiene il potere. Il mio non vuol essere un ragionamento anti patriottico, dal momento che ho grande rispetto per il tricolore e quando ascolto l’Inno di Mameli sono persino orgogliosa di essere italiana. Tuttavia non amo questa “repubblica fondata sul lavoro” divisa in due categorie: i tartassati e i privilegiati Giuliana Tofani ved. Rossi

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