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Abolito il diritto alla pensione

Con rammarico e on molta apprensione ho constatato che il diritto alla pensione è difatti stato abolito da dissennate ed inique manovre politiche che sono andate ben oltre le esigenze imposte dall’ invecchiamento della popolazione e quindi dalla necessità di dover corrispondere la pensione per un maggior numero di anni. Sintetizzo quanto si dovrebbe fare per rendere meno iniquo un “sistema pensionistico” che cosi’ come è priverà gli anziani (persone per definizione con una ridotta capacità lavorativa) dei mezzi di sostentamento dopo aver versato anche piu’ 300.000 € di contributi nel corso della vita lavorativa: 1) Rivalutazione del montante contributivo (cioè la somma dei contributi versati durante la vita lavorativa) non in base alla variazione quinquennale del PIL ma in base al tasso di inflazione reale accertato dall’ ISTAT. 2) Aumento dei coefficienti di trasformazione (cioè il coefficiente a cui si moltiplicherà il montante contributivo prima citato per determinare l’ importo annuo della pensione), i nuovo coefficienti entrati in vigore prevedono pensioni piu’ basse dall’ 8% all’ 11% rispetto ai coefficienti precedenti. 3) Agevolare la previdenza complementare riducendo la percentuale reddito prelevato obbligatoriamente che confluisce nelle casse dell’ INPS. (come dice il Direttore dell’ INPS Mastropasqua la previdenza complementare in Italia è piu’ bassa che negli altri paesi europei e degli Stati Uniti ma omette di dire che la previdenza obbligatoria prevede negli Stati uniti un prelievo del 12,5% del reddito mentre in Italia il prelievo è del 33%!). 4) Equiparazione dell’ età pensionabile dei lavoratori italiani a quello dell’ età media dei lavoratori europei, i lavoratori italiani andranno in pensione molto piu’ tardi dei loro colleghi europei ma non per rendere sostenibile il sistema ma solo per non elargire le pensioni e agevolare altre forme di spreco che avra’ come fonte di copertura i contributi versati con sacrificio dai lavoratori. Mi auguro che le forze politiche inseriscano nel loro programma l’ argomento pensioni per far capire agli italiani come riformeranno il sistema qualora venissero eletti.

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