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Un demente che si crede un Re

La ns, secondo la costituzione, è una democrazia rappresentativa. Cioè, il cittadino delega a rappresentarlo un altro cittadino che, conseguentemente, si CANDIDA a rappresentarlo. Pertanto Monti, non essendo candidato, non può chiedere a chicchessia di votarlo perchè non presente in nessuna lista nè può dare il suo nome ad una lista perchè costituisce pubblicità ingannevole in quanto induce l’elettore a pensare che il voto vada a lui ma, in realtà, con quel voto si elegge un altro. Onestà vorrebbe che, quando si mette il proprio nome sul simbolo, ci si candidi capolista in tutti i collegi. Conseguentemente, non essendo candidato, non può avere spazi elettorali perchè, se passa questo concetto, qualsiasi cittadino, da non candidato, potrebbe pretendere spazi sui media per fare campagna elettorale per il partito cui è iscritto. A proposito, lui è iscritto al partito o al movimento per cui fa campagna elettorale? Non mi stupirei che, vista la sua supponenza e il modo in cui pasticcia le leggi, non fosse neanche iscritto. Ciò costituirebbe un precedente pericoloso per la Repubblica perché, così facendo, anche Matteo Messina Denaro si potrebbe candidare alla Presidenza del Consiglio aggirando la legge sull’incandidabilità. Mi meraviglio del fatto che il Quirinale non intervenga e che i media abbiano dato interpretazioni di comodo alla legge sulla par condicio, ma resterei basito se il ns costosissimo corpo burocratico rappresentato, in questo caso, dalla commissione elettorale, consentisse un simile abuso. O a Monti, essendo stato nominato dalla Merkel, è consentito tutto?

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