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Un eroe dei nostri giorni

Gentilissimo Direttore, ieri 5 gennaio 2013 mi sono recato presso un deposito postale per il ritiro di una raccomandata che il postino aveva cercato di consegnare a mia madre il giorno 31 dicembre alle ore 12.30. Chissà dov'era mia madre (ottantatreenne) a quell'ora; o chissà se non avesse già messo i tappi di cera per attutire il rumore dello scoppio dei botti di Capodanno che pur vietati dal Sindaco sarebbero inevitabilmente stati fatti scoppiare da qualche scalmanato. L'accesso alla ridente struttura è però stato ulteriormente allietato dal fatto di cui sono venuto a conoscenza e per il quale Le scrivo. Nell'attesa del mio turno ho avuto modo di parlare con una coppia che si era presentata per ritirare una raccomandata che il postino aveva tentato solertemente di consegnare in data 1 gennaio 2013. Proprio così: ho scoperto che i postini (o almeno uno di essi) invece di festeggiare il primo dell'anno hanno continuato a lavorare tentando di consegnare le raccomandate anche a chi, più fortunato di loro, poteva permettersi di stare lontano da casa. La cosa non è però sfuggita alle addette allo sportello che, cinguettando visibilmente compiaciute, hanno espresso la loro felicità per tale fatto non riuscendo peraltro a trattenere una risatina di evidente soddisfazione per l'operosità del postino. Durante il prosieguo dell'attesa (avevo davanti appena 30/40 persone) inoltre si è verificato un altro caso analogo condito da relativo cinguettio e risatina. Non è del resto mancato il solito disfattista che ha asserito che il primo dell'anno era festivo e che quindi si trattava di un falso evidente, ma fortunatamente nessuno gli ha dato retta: le cartoline consegnate ai destinatari parlavano chiaro. A questo punto ritengo doveroso che tutti possano conoscere il nome di questo zelante galantuomo innanzitutto per poterlo ringraziare a nome di tutta la collettività (che spesso non viene a conoscenza di questi atti di grande attaccamento al dovere) e per verificare se anche le Poste abbiano voluto premiare in qualche modo un soggetto così responsabile da lavorare indefessamente anche il primo giorno dell'anno che, per tutti o quasi, dovrebbe essere festivo. Altro che riconoscergli gli straordinari, occorrerebbe perlomeno un ambrogino d'oro! Il che, come scriveva quel tale, è bello ed istruttivo.

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