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Lettera aperta a Giampiero Mughini

Lettera aperta a Giampiero Mughini Caro Mughini, non nego di avere sempre avuto una gran simpatia per lei e di aver letto spesso i suoi articoli. Primo perché si è sempre professato un liberale rinnegando le sue idee giovanili ( solo gli sciocchi non cambiano mai idea ) e poi perché è juventino. Avendo letto però oggi il suo articolo su Libero mi permetta di essere completamente in disaccordo con quanto scrive. Come è possibile che partendo dalle sue idee liberali possa difendere questo anno di governo Monti. Lui dice di aver salvato l’Italia ma non abbiamo una controprova. In compenso registriamo questi dati nel suo anno di governo: Primato delle tasse, che con le sue manovre quest’anno toccherà il record di oltre il 47%. Primato della disoccupazione, aumentata in un anno di oltre il 2,5%. Primato del debito pubblico, che ha sforato i 2 mila miliardi. Primato della recessione dal dopo guerra, passata a quasi il 3%. Primato dell’inflazione negli ultimi 5 anni. Primato dell’aumento dei tassi di interesse delle banche a parità di Euribor soprattutto per le PMI, quasi raddoppiato. Mi sembra che ce ne sia a sufficienza non crede? Forse l’unica cosa che Monti sia riuscito a fare è una riforma delle pensioni che “forse” ha giovato al nostro “spread”. Ripeto forse più di una volta perché il principale artefice dell’abbassamento dello spread non è stato Monti, come Lei ben sa per averlo anche scritto, ma Mario Draghi. Ma allora se Monti è così tanto liberale perché non ha portato fino in fondo questa riforma. Se io quando andrò in pensione sarò più vecchio e meno ricco, essendo la mia pensione calcolata sul parametro contributivo, di quelli che ci sono andati negli ultimi 40 anni, non sarebbe forse stato più liberale tagliare le pensioni di chi prende più di 5.000 – 6.000 euro al mese e continuerà a prenderle, mi auguro per loro, per chi sa quanto altro tempo? E le baby pensioni? Perché gente che magari ha la stessa età di chi da oggi andrà in pensione a 65 anni da oltre 20 prende una pensione e chi sa per quanto tempo ancora? Non sarebbe stato più giusto che lo stato avesse chiesto a questi signori di restituire il mal tolto al popolo italiano? E gli esodati? Ma via! Una riforma fatta senza pensare alla giustizia sociale e alle persone. Lei applaude poi ai mezzi messi in piedi dal fisco per scovare gli evasori, distinguendo però tra chi evade quel poco che gli serve per sopravvivere e magari far vivere la sua piccola attività o mantenere il posto di lavoro ai suoi pochi dipendenti, e i veri grandi evasori. Ma le sfugge che i più tartassati saranno i primi perché è molto più facile e sicuro prendersela con chi non ha protezione ed è indifeso piuttosto che con un potente. Con tutto ciò lei vorrebbe che si votasse per Monti, un secondo Prodi che non si è alleato questa volta con la sinistra ma con un certo Fini e un certo Casini, due novità assolute nel panorama politico e di assoluta integrità morale. Ma si guardi intorno e cerchi qualcuno con idee più innovative, con vere idee liberali e con un programma in 10 punti già scritto. Con cordialità Maurizio Orsetti

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