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Appello ai moderati

Sono un manager di 42 anni, laureato in economia, e negli ultimi 15 anni ho occupato, in diversi ruoli, posizioni molto vicine al vertice di aziende industriali di ogni dimensione; credo dunque di avere tutti gli strumenti di natura sia intellettuale che di esperienza sul campo per poter dimostrare che per il futuro del nostro paese, alle prossime elezioni politiche, non ci sia altra scelta che tornare a votare la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, per i seguenti motivi: 1. Perché tutti gli indicatori economici relativi all’anno 2010 (ultimo anno nel quale il governo Berlusconi ha potuto governare prima di essere travolto dal tradimento di Fini e dalla diffamazione mediatica fomentata dalla pubblicazione di intercettazioni privatissime operata da canali deviati della magistratura) testimoniavano senza il minimo dubbio che l’Italia era stato il paese che, dopo la Germania, meglio di ogni altro all’interno dell’UE aveva gestito la crisi globale iniziata nel 2008 (solo per riassumere: crescita 2010 a 1,5% del PIL seconda nella UE solo alla Germania, unica riduzione di spesa pubblica all’interno dell’UE dello 0,5% del PIL, rapporto deficit PIL al 4,6% contro il 4,3% della Germania, ben il 7,1% della Francia e il 9,3% della Spagna – Fonte dati Il Sole 24 ore del 25/10/11 ma solo in un articoletto di pag. 26) Dunque l’unico indicatore che nell’ottobre 2011 condannava l’Italia sull’orlo del cosiddetto baratro erano lo stock del debito pubblico (non certo imputabile ai governi Berlusconi) e il famigerato spread sul bund decennale tedesco, indicatore del tutto speculativo e influenzato in quel momento non dalle condizioni reali in cui versava la nostra economia (tant’è vero che lo spread di una Spagna travolta dallo scoppio della bolla immobiliare, con deficit di bilancio gravissimi, disoccupazione doppia rispetto all’Italia e sistema bancario sostanzialmente fallito era in quel momento inferiore) ma dalla campagna di diffamazione alimentata da quelle forze che, tramite un potere dello stato che dovrebbe essere sempre terzo quale la magistratura, hanno sottoposto ad un fuoco di fila di intercettazioni la vita privata del premier per poi diffonderle con tutti i mezzi mediatici possibili al puro fine di lederne la credibilità a livello internazionale, senza porsi nemmeno per un attimo il problema degli effetti di una tale strategia per il paese che adesso tanto dicono di amare e che sarebbero pronte ad andare a rappresentare. 2. In realtà il problema non era assolutamente rappresentato dal Governo Berlusconi che finchè ha avuto una maggioranza solida ha operato, per quanto possibile, ottimamente nella gestione della crisi globale, ma dalla gestione dell’Euro inteso come moneta unica di un raggruppamento di stati troppo eterogenei e soprattutto non sostenuto da un’azione sufficientemente energica da parte della BCE. Infatti il tanto famigerato spread dopo alcuni mesi di calo susseguenti alla caduta del Governo Berlusconi e dopo alcuni mesi di governo dell’“illuminato” Monti è risalito nella primavera 2012 agli stessi livelli in cui era al momento della caduta di Berlusconi, per poi ritornare a scendere grazie alla vera manovra che ci ha salvati, e cioè all’ideazione di tutti gli strumenti di scudo antispread posti in essere da Mario Draghi alla guida della BCE e alla sua capacità di farli digerire alla Germania (che non poteva più pretendere di continuare a finanziare il proprio enorme debito a tassi negativi!!). 3. Sgombrato il campo dalla “Bufala mediatica” che il governo Berlusconi avrebbe portato l’Italia sull’orlo del baratro e che invece il governo Monti ci ha salvato (basta anche in questo caso guardare agli indicatori economici per capirlo: pressione fiscale, debito, crescita, disoccupazione, ecc.; tutti enormemente peggiorati dopo 13 mesi di Monti), sarebbe anche il caso di fare una disamina di quanto fatto dai governi Berlusconi negli anni scorsi, senza mai dimenticare che Berlusconi ha vinto 3 volte le elezioni politiche, una nel 1994 potendo governare pochi mesi prima di essere abbattuto dal complotto magistratura (avviso di garanzia al G8 di Napoli), presidente Scalfaro, Lega e sinistra, una nel 2001, con l’unica legislatura completata della storia della repubblica seppur partita ad handicap con l’episodio dell’11 settembre 2001, e l’ultima nel 2008 finita come tutti sappiamo; il tutto inframezzato da 2 pessimi governi “sinistroidi” guidati da Prodi ed autoimplosi o da governi tecnici non frutto del consenso popolare (Ciampi, Dini, Monti). Andando a memoria, possiamo ascrivere ai governi Berlusconi: - la legge Biagi sul mercato del lavoro (decisamente peggiorata dalla riforma Fornero dell’ultimo governo) - la riforma delle pensioni (quella vera, in quanto quella sbandierata dall’ultimo governo è stata solo un completamento che non sarebbe stato nemmeno necessario se nell’ultimo governo di sinistra non fosse stato cancellato lo “scalone” Maroni) - un’ottima riforma costituzionale (unico governo a riuscire a condurla in porto) che prevedeva l’abbattimento del numero dei parlamentari, l’eliminazione del bicameralismo perfetto, il rafforzamento dei poteri del premier, e molte altre modifiche tutte tese all’aumento dell’efficienza decisionale del governo ma prontamente abrogata da un referendum proposto dalle sinistre e appoggiato da tutto il fronte partitocratrico - riforma della scuola e dell’Università - riforma del processo civile - federalismo fiscale - digitalizzazione della PA - reperimento di risorse all’interno del bilancio statale per il finanziamento, con decine di miliardi di euro, dell’impennata di utilizzo degli ammortizzatori sociali dal 2009 in poi - soppressione dell’imposta di successione - soppressione dell’ICI sulla prima casa - riduzione di centinaia di morti sulle strade grazie all’introduzione della patente a punti - risanamento dei locali pubblici grazie all’introduzione del divieto di fumare all’interno degli stessi - recupero di evasione fiscale con risultati mai ottenuti in precedenza - lotta alla criminalità organizzata con l’arresto di tutti gli storici capi clan mafiosi - intervento a sostegno dei terremotati dell’Aquila con edificazione a tempo di record di edifici definitivi in grado di accogliere i terremotati (a differenza di quanto accaduto nei grandi terremoti del passato e di quanto sta tuttora accadendo in Emilia dove sono ancora migliaia le persone arrangiate in container, hotel o affitti pagati dallo stato) - realizzazione di grandi opere infrastrutturali (nonostante i rallentamenti e i fermi subiti durante i governi di sinistra) quali: la 4° corsia sull’A1, la variante di Mestre, il Mose di Venezia, la variante di valico appenninica, ecc. Non so se il paese che ci ha lasciato l’esperienza dei governi Berlusconi sia migliore di quello che ha ereditato dallo scempio della prima repubblica, sarebbe stato senz’altro migliore se per compagni di viaggio non avesse avuto figuri di terz’ordine quali Fini e Casini, ma ciò di cui sono assolutamente certo è che questo sia un paese sicuramente migliore di quello che sarebbe stato se fosse stato lasciato in mano a personaggi quali Occhetto, D’alema, Bertinotti, Diliberto, Rutelli, Veltroni e tutti i “sinistroidi” postcomunisti che si sono susseguiti nel contrastarlo e che nel 1994 dopo il crollo della DC avevano visto la loro strada verso il potere spianata. Credo che votare Berlusconi alle prossime elezione valga la pena anche solo per questo debito di riconoscenza. 4. Quanto alla questione della paventata “impresentabilità” in Europa di Berlusconi (che sarà probabilmente superata nei fatti dal suo passo indietro probabilmente a favore di Alfano), gli astiosi francesi e i boriosi tedeschi dovranno farsi una ragione del fatto che non possono imporre all’Italia anche i propri governanti. Anche sul piano internazionale però non si può negare come Francia e Germania abbiano “rosicato” lungamente quando Berlusconi per alcuni anni si era dimostrato non solo il capo di governo italiano più influente della storia della repubblica ma anche il leader europeo nettamente più autorevole e considerato a livello internazionale. Desidererei ricordare agli smemorati che è stato tra le braccia di Berlusconi che Putin e Bush si sono stretti la mano a Pratica di mare nel 2002 mettendo fine alla guerra fredda USA-URSS, ed è stato Berlusconi ad essere ricevuto ed ascoltato dal Congresso USA al completo nel 2006, intervento seguito da parecchi minuti di applausi. Certo, la campagna di diffamazione posta in essere da vari settori ascrivibili alla sinistra italiana internamente, e il desiderio franco tedesco mai sopito di ridurre l’Italia a paese di secondo piano all’estero, hanno sicuramente indebolito l’immagine internazionale del paese. Ma anche in questo caso, quelli che fingono di stracciarsi le vesti e si candidano a rappresentarci all’estero (con Vendola?) sono proprio coloro che per biechi interessi di parte non hanno esitato a screditare il presidente del consiglio del nostro paese e con questo il paese stesso. 5. Quanto poi ai comportamenti del premier Berlusconi che hanno determinato questo indecente spettacolo diffamatorio, pur se moralmente discutibili, essi sono rappresentati da atti privatissimi svolti in momenti e luoghi altrettanto privatissimi che mai avrebbero dovuto essere né spiati né tantomeno diffusi mediaticamente in tutti i modi possibili e immaginabili. E proprio in quello che rappresenta oggi uni dei maggiori argomenti a sfavore di Silvio Berlusconi che io intravedo una delle ragioni prioritarie per rivotarlo e cioè nel non rassegnarmi a vivere in un paese in cui una parte politica può permettersi di fare uso di un potere dello stato che dovrebbe essere indipendente quale la magistratura (oltre che dei cospicui fondi pubblici necessari a condurne le indagini) per perseguitare i propri avversari politici al fine di toglierli dalla scena. Quello subito da Silvio Berlusconi dal 1994 ad oggi, per il solo motivo di essere sceso in campo a rappresentare la parte buona, moderata e liberale del nostro paese è stato un vero e proprio calvario giudiziario che nemmeno Totò Riina o Tano Badalamenti avrebbero meritato. E questo è solo un altro dei motivi per cui lo rivoterò!!! 6. Se poi volessimo sfiorare solo per un momento i programmi elettorali delle coalizioni in campo ci accorgeremmo che ci troveremo a scegliere tra: - una politica oscurantista e superata dalla storia quale quella propugnata dall’accoppiata PD-Sel infarcita di spesa pubblica, tasse ed ostaggio di un sindacato con visioni ottocentesche quale la CGIL; - una politica di ottusa e moralistica austerità sbandierata dai filomontiani quale quella che abbiamo visto all’opera nell’ultimo anno, anch’essa infarcita di tasse e balzelli, che sta strangolando ogni nostra residua energia imprenditoriale - un’accozzaglia di concetti mal espressi, idealistici ed irrealizzabili come del resto soltanto ci si potrebbe attendere da un comico di professione come Grillo - ed una politica liberale che tentando di ridare fiato all’economia e ai consumi allentando la pressione fiscale (la soppressione dell’IMU sulla 1° casa dovrebbe essere solo un primo passo), possa far ripartire l’economia, rilanciare il PIL riavviando un ciclo virtuoso espansivo, il tutto finanziato con riduzione di spesa pubblica (come si era iniziato a fare nel 2010). Questo è l’obiettivo della coalizione guidata da Silvio Berlusconi; ci riuscirà? Nessuno può esserne certo, ma anche in questo caso, l’unica certezza proviene dal fatto che sicuramente non ci riusciranno coloro che queste idee non le condividono e non le mettono al centro di un loro eventuale programma di governo. 7. Da ultimo una considerazione di natura puramente strategica: se l’obiettivo per i moderati e liberali d’Italia è quello di sconfiggere l’alleanza di sinistra Bersani-Vendola, o quantomeno quello di impedire a questa di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi almeno al senato, stante l’attuale legge elettorale, che attribuisce i premi di maggioranza su base regionale, l’unica speranza è quella di votare la coalizione che, soprattutto nelle regioni che attribuiscono il maggior numero di seggi, ha la possibilità di battere la sinistra; questa coalizione è palesemente quella guidata da Silvio Berlusconi soprattutto dopo l’alleanza con la Lega in Lombardia e Veneto, ma anche nel Lazio, in Campania e in Sicilia dove l’alleanza con forze storicamente ben rappresentate in quelle aree (La Destra nel Lazio, Grande Sud in Sicilia) la rendono comunque competitiva. Nessuna speranza di vittoria in nessuna regione è invece assegnabile al centro filomontiano o ai “grillini”, dunque ogni voto dato a queste forze contribuirebbe al raggiungimento della maggioranza assoluta dei seggi da parte delle sinistre!! 8. Se poi qualcuno avesse ancora qualche dubbio, si faccia 2 conti in tasca! Meglio un futuro pieno di tasse quale quello garantito da Vendola, Bersani e Monti o un futuro nel quale a governare sia una forza politica che mette ai primi 2 punti la necessità di ridurre l’imposizione fiscale reperendo le risorse per la quadratura dei conti pubblici dalla riduzione della spesa pubblica cominciando dagli ancora enormi costi della politica? Andare a votare è un dovere ed ancora di più lo è in questo momento nel quale l’Italia rischia di infilarsi in un tunnel dal quale difficilmente potrà uscirne; dunque per i moderati d’Italia, anche turandosi il naso, alle prossime elezioni non si potrà che provare a ridare fiducia alla coalizione guidata da Silvio Berlusconi sperando che questa volta, liberatosi dai pesanti fardelli costituiti dai politicanti di professione Fini e Casini, possa veramente concludere quella rivoluzione liberale per cui era sceso in politica, o, quantomeno, che riesca ad impedire quella restaurazione partitocratrica assicurata dall’alleanza Vendola – Bersani con il probabile “inciucio” con Monti, Casini e Fini.

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