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DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI GIUSTIZIA IN ITALIA

Gentile Direttore, mi chiamo Eugenio Cardi, vivo e lavoro a Roma da 20 anni circa. Sono figlio d'avvocato, e fino ad oggi ho sempre creduto nella giustizia italiana (esattamente così come mio padre mi ha insegnato, ma di recente ho avuto modo - per via di una mia significativa esperienza personale - di cambiare radicalmente idea. Espongo brevemente i fatti. Ho 50 anni, sono divorziato da circa 10 ed ho due figli, di 23 e 18 anni. I miei due figli - entrambi del primo matrimonio - che inizialmente sono stati affidati alla madre, hanno liberamente deciso, negli ultimi anni, di venire a stare con me e con la mia seconda moglie. Di conseguenza, ho richiesto tramite legale alla mia prima moglie il rilascio dell'immobile di mia assoluta ed esclusiva proprietà, dove precedentemente lei viveva con i miei figli, essendo decaduto il suo diritto reale di godimento sull'immobile in questione (non avendo più con sè i nostri due figli). A marzo del 2012 le faccio scrivere dal legale e poi presento ricorso, dato che lei resiste e resta a vivere in quella casa con il suo compagno, con tutto che non ne ha più diritto e dopo aver addirittura acquistato, senza necessità di mutuo alcuno, attico e superattico nei pressi della casa contesa. Io nel frattempo sono costretto ad affittare al maggiore dei miei figli un piccolo appartamento, dato che in quello attuale in cui vivo - che ho acquistato e sul quale pago un mutuo - è troppo piccolo per starci in 4. Da marzo 2012 (data in cui ho presentato ricorso) la prima udienza si tiene nell'ottobre dello stesso anno; il tanto atteso incontro con il giudice (donna) deciso dal tribunale si realizza in meno di 5 minuti circa, e, senza che ci sia modo per nessuno di esprimere le proprie opinioni al riguardo, viene tutto rimandato ad una nuova udienza da tenersi a maggio 2013!!! Ora mi chiedo: e se io non avessi avuto la capacità e la fortuna di poter acquistare un secondo appartamento, seppur piccolo? Se fossi stato ospite - io ed i miei figli - in tutto questo periodo di amici o di parenti? E se non avessi avuto nemmeno questa possibilità? Dove andavo mentre la mia ex se ne stava tranquilla in casa mia con il suo compagno? E' possibile che io - pur essendo proprietario in esclusiva di un immobile - commetto resto di violazione di domicilio (!) se entro, con le mie chiavi, in quella casa, mentre invece posso vedere il di lei compagno che entra e che esce quando vuole da quell'appartamento, con tutto che la mia ex ha appena acquistato attico e superattico??? Faccio presente inoltre che la signora in questione non partecipa - nè intende partecipare (lo ha fatto scrivere nero su bianco sull’atto presentato in tribunale) - ad alcuna spesa relativa al sostentamento, studio e sport dei suoi figli, che sono entrambi totalmente a carico mio e della mia seconda moglie, con tutto che sia lei che il di lei compagno sono entrambi possessori di un reddito (dipendenti pubblici). Perchè poi io devo sostenere i costi dell'affitto di un appartamento per mio figlio quando ne avrei uno mio a disposizione, molto più grande? Quando mai riuscirò a rientrare in possesso di casa mia? Non si capisce che così facendo, con i tempi biblici e la folle miopia di questa assurda giustizia, si mette la gente davanti alla tentazione di farsi giustizia da sè, così come si ha modo di leggerlo tutti i giorni sui giornali? Ad ogni modo, per me la giustizia italiana non esiste davvero più, e come me anche per tanti altri è così, morta e sepolta. Spero di non averne davvero più bisogno in vita mia. La ringrazio dell'attenzione e Le invio i miei più cordiali saluti

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