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La magistratura mi ha rovinato la vita

Buongiorno Direttore, mi chiamo Saverio Sorangelo, dopo aver lavorato per quarant'anni, la magistratura mi ha tolto quello che di più prezioso un uomo ha: la propria dignità. Sono vittima di abusi da parte della magistratura italiana che da dieci anni mi perseguita sulla base di presunzioni semplici nei miei confronti. Non ho ricevuto nessun giudizio e tuttavia sui giornali vengo indicato come pregiudicato, il mio casellario giudiziario non rileva alcuna pendenza, risulto attualmente solo imputato in un processo la cui discussione viene rinviata da 10 anni. I reati a me imputati stanno per essere prescritti, tuttavia io ho espressamente rinunciato alla prescrizione voglio essere giudicato!!! Per quanto la società e la magistratura mi hanno già condannato, la prima togliendomi la dignità e l'onore la seconda tutto il resto. Le chiedo solo la possibilità di raccontarle la mia storia. Saverio Sorangelo P.S. di seguito le invio una mia lettera divulgata agli organi di stampa locali circa un anno fa, ai quali ho richiesto di pubblicare anche il mio certificato di carichi pendenti. In vari articoli pubblicati sui siti web e sulle testate giornalistiche locali, si parla della mia persona come un soggetto "gravato da numerosi pregiudizi penali", "con numerosi precedenti penali ", "esponente di spicco della mafia della Murgia" e vengo ritenuto vicino alla criminalità organizzata. Le informazioni fornite, però, sono tutte false e danneggiano la mia persona, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo morale e psichico. Senza potermi opporre, sto subendo i provvedimenti di natura patrimoniale , adottati in danno mio e dei miei cari, con particolare pervicacia , nell 'assenza più assoluta di ogni e qualsiasi certezza o fondatezza , in ordine alla mia colpevolezza. Fino a quando quei provvedimenti erano diretti unicamente alla mia persona, non ho dato alcun peso agli stessi, consapevole che il tempo mi avrebbe dato ragione. Oggi, però, si sta oltrepassando ogni limite. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari , pur di colpire la mia persona, attacca i miei affetti più cari. Tutte le attività, intraprese, non solo dal sottoscritto, ma anche dai miei familiari , con anni di sacrifici, di ristrettezze, di dispendio di energie , con investimenti di legittime entrate (tutte documentabili e rinvenienti dalle vendite di beni personali e familiari) vengono puntualmente sottoposte a sequestro . Sono completamente esausto e curioso di conoscere quale è il peccato che devo scontare . Se davvero sono un soggetto pericoloso (e chi mi conosce può smentir!o, visto che dedico la mia vita al lavoro) , perché non vengo arrestato? Perché non si dà seguito ai procedimenti penali , nei quali potrei difendermi e dimostrare la mia innocenza? Non basta agli inquirenti aver rovinato la mia vita e la mia reputazione , dopo aver sottratto quanto ero riuscito a realizzare in quaranta anni di sofferto lavoro? Per quante coppie ho programmato i matrimoni e per quante famiglie mi sono dedicato ad organizzare banchetti e cerimonie di ogni genere (battesimi, comunioni, lauree, festività natalizie, capodanni, pasquette, ecc.)? Tutto il territorio mi conosce. Oggi quel territorio apprende - falsamente - che sono un pluripregiudicato; che la mia famiglia, i miei figli, quanto ho di più caro al mondo, sono con me collusi. Non posso tollerare quanto si sta consumando alle mie spalle. Fino a ieri ero rimasto in disparte, in silenzio. Il silenzio, però, potrebbe essere interpretato come una passiva accettazione e come accondiscendenza per quanto sto subendo. Sono sempre stato un combattivo e non ho intenzione di arrendermi. Pur se sto attraversando momenti difficili, pur essendo affiorata alla mia mente l'ipotesi di farla finita con tutto e con tutti (nella consapevolezza che qualcuno mi avrebbe portato sulla coscienza), ho deciso di reagire, per il bene di quanti - vicini a me - stanno subendo il mio stesso, immeritato trattamento. Si parla tanto di presunzione di innocenza: io e i miei figli, però, siamo già condannati. E con il peso delle maldicenze, delle false verità, degli attacchi indiscriminati è davvero difficile pensare al futuro. Quelli che verranno, per me e per la mia famiglia non saranno giorni di festa. Resteremo soli con il nostro dolore e con le nostre sofferenze. Mi auguro che quanti hanno pubblicato con tanta fretta le notizie dei provvedimenti di natura patrimoniale in danno mio e dei miei familiari, riportando integralmente i comunicati stampa, senza accertare la fondatezza delle affermazioni ivi contenute, siano leali e pubblichino questo mio sfogo. Solo chi è realmente libero ,coerente e coraggioso non si farà sopraffare dai soprusi posti in essere dai cosiddetti "poteriforti", riuscirà a pubblicare le mie legittime rimostranze. A conferma del fatto che non sono un pluripregiudicato, allego la copia aggiornata del mio certificato penale. Grazie per l'attenzione che mi riserverete, nella speranza che le mie affermazioni possano farvi riflettere.

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