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la candidatura di ex magistrati è incostituzionale

In vista della riforma della giustizia, il potere più forte, il più protetto e inattaccabile, la magistratura, sembra voler collocare i propri addetti in Parlamento e al Governo. Ma quali interessi vorrà proteggere il candidato che è stato magistrato sino a ieri? Vorrà perseguire interessi contro quelli che sino a ieri erano suoi e che sono oggi attuali per amici ed ex-colleghi? La nostra Costituzione stabilisce quale principio fondamentale la separazione del potere giudizario da quello esecutivo e dal legislativo. Tale separazione garantisce lo stato di diritto! L'ex magistrato smette di esercitare la propria attività giudiziaria, ma non smette di essere magistrato. Anche se deputato, senatore, ministro, rimane esso stesso intimamente esponente o rimane comunque intimamente collegato a esponenti di uno dei tre poteri dello Stato, quello giudiziario. La loro candidatura è pertanto incostituzionale e potenzialmente causa di un gravissimo conflitto di interessi.

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