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Un considerazione sul redditometro.

Gentile Direttore, le propongo una semplice considerazione di buon senso su quel Redditometro che, a breve, scandaglierà la situazione economica di noi italiani. Il Dr.Befera ha indicato che gli accertamenti scatteranno quando la spesa della persona "osservata" supererà il 20% delle entrate dichiarate. In tempo di forte crisi economica, questa modalità di controllo, basata sul superamento di una soglia percentuale rispetto al reddito, mi sembra occulti una velata ingiustizia, che affliggerà quelle persone che, onestamente, dichiarano un reddito realmente basso. L'aumento del costo della vita, la scarsità (e precarietà) dei redditi, l'incomprimibilità di molte spese fondamentali e la loro continua lievitazione (mutui/affitto, benzina, utenze domestiche, scuola, ecc) costringono coloro che hanno redditi molto bassi alla necessità di un "supporto", di un aiuto in denaro, spesso chiesto ai propri familiari (per chi li ha ancora) o ad amici o a ricorrere ad altre forme di richiesta di prestito (legale e illegale). Questi aiuti e prestiti permetteranno al meno abbiente di poter far fronte alle spese che il solo reddito percepito non consentirebbe, con la conseguenza che le uscite supereranno le entrate e con la possibilità di far scattare un controllo... solo per giustificare un prestito. Il reddito, infatti, può raggiungere lo zero, a causa di un licenziamento, per una perdita del posto di lavoro, ma le uscite non potranno mai raggiungere lo zero! Più è basso è il reddito, più è possibile che le spese (ineliminabili!) portino le uscite a superare del 20% il reddito dichiarato, e quindi a far scatenare un accertamento. Diversamente, una persona abbiente, che abbia un reddito di 100.000 euro, o superiore, raramente si troverà nella necessità di affrontare spese superiori ad un reddito così alto e, dunque, alla necessità di subire un accertamento. Pensiamo poi alle famiglie separate, e agli assegni di mantenimento dei figli. Gli assegni di mantenimento per i figli, a volte molto pesanti quando riguardano più figli, non devono essere citati né nella dichiarazione dei redditi chi li versa, né in quella di chi li riceve. Chi dunque riceve l'assegno di mantenimento dei figli, rischierà realizzare uscite superiori al reddito dichiarato, con conseguente possibilità di accertamento. Chi, invece, versa l'assegno di mantenimento dei figli (spesso un papà), per il fisco continua a percepire lo stesso reddito precedente alla separazione, mentre, invece, una parte consistente di quel reddito non sarà più disponibile a chi lo percepisce, ma passerà direttamente tra i redditi del coniuge che riceve l'assegno di mantenimento dei figli. Ciò costringe spesso i meno abbienti gravati dall'assegno di mantenimento, a ricorrere a prestiti per sbarcare il lunario figurando, ingiustamente, come persone che spendono più di quanto consentirebbe il loro reddito (virtuale). Molti papà separati sono spesso poveri assolutamente invisibili al fisco. Insomma, mi pare che chi ha redditi bassi, in tempo di crisi, di spese e di tassazioni crescenti, rischierà (per necessità) di dover far fronte a spese superiori al proprio reddito, con la possibilità anche di accertamento fiscale. Chi ha redditi alti, invece, molto raramente si troverà nella necessità di affrontare spese superiori al proprio reddito e, di conseguenza, di subire accertamenti fiscali Mi sembra evidente che il redditometro sarà molto più "attivo" tra i bassi redditi che tra gli alti redditi. Non le sembra che ciò nasconda una velata ingiustizia, motivata soltanto da una esagerata presunzione di evasione? Ma non sarebbe più utile partire dalle spese e dalla "qualità" delle spese, per risalire all'evasore? Ricordo che, negli anni settanta, chi comprava un televisore o una radio, compilava e consegnava al rivenditore, una cartolina per l'attivazione del abbonamento al canone radiotelevisivo. Probabilmente il canone televisivo era allora meno evaso di oggi (che sembra essere la tassa più evasa). Non sarebbe dunque più opportuno che fosse l'acquisto di un bene (magari individuato tra quelli cha abbiano rilevanza per determinare il tenore di vita) a far scattare un accertamento fiscale? Cordialmente. Sergio Vicàri P.S. - benissimo richiedere gli scontrini ai venditori, ma il dato economico effettivo dello scontrino emesso come raggiunge l'ufficio delle entrate? E' possibile che si emettano scontrini per 50.000 euro e si dichiarino 15.000 euro senza che il fisco possa scoprirlo?

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