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Uno spesometro per lo Stato

Oggi si ravvisa fortemente la necessità che il cittadino sia messo in grado di esprimere pareri, formulare proposte ed elaborare progetti, al fine di essere partecipe della scelta e delle decisioni. Perchè ciò si realizzi e’ fondamentale una padronanza completa dei problemi e degli avvenimenti. Al di là delle tesi precostituite, quasi sempre lontanissime dalla realtà, che solo per il fatto di essere riproposte di continuo e ripetute ossessivamente, acquisiscono un ruolo dominante nel patrimonio di conoscenze di ognuno diventando parametri di giudizio capaci di orientare pensieri e scelte. Alcuni esempi: " Monti ha salvato l’Italia","Ci vuole più Europa" ," Lo spread prima di tutto" , "L’evasione fiscale è la causa di tutti i mali dell’Italia". Analizziamo l’ultima affermazione, anche perchè strettamente connessa con la perdita di possesso della nostra vita privata a cui stiamo andando inesorabilmente incontro. Nessuno nega che ci siano persone che non pagano o tentano di non pagare le tasse ma lo Stato recupera due volte il mancato introito. Infatti negli 800 miliardi di imposte globali versati ogni anno è già compreso il primo recupero, ottenuto tramite aumenti delle aliquote e sempre nuovi balzelli. Ciò è confermato dall’espressione pronunciata dal Presidente del Consiglio "Ci sono Italiani che mettono le mani nelle tasche di altri Italiani". Il secondo recupero avviene con la lotta all'evasione il cui ricavato non è stato mai restituito ai cittadini e non lo sarà mai. Sempre facile individuare emergenze finanziarie, richieste da parte dell’Europa, fiscal compact, necessità di ripianare il debito pubblico o qualsiasi altra ragione per non ridare niente indietro a chi ha pagato anticipatamente per compensare riscossioni non avvenute a causa degli evasori. In uno stato democratico niente può giustificare la schedatura ed il controllo dei cittadini. Sta per essere introdotto uno strumento che prevede cento voci di spesa per compiere scorribande ispettive sulle nostre esistenze, in tal modo non ci sarà più niente di intimo o privato. Tutto sarà controllabile e contestabile dall’acquisto del vitto a quello delle calzature, dalle spese mediche, veterinarie ai detersivi e all’abbigliamento Molti si stanno industriando per sfuggire all’agguato del redditometro impiantando difese, non comprando più maglioni e calzature, cedendo le auto, cercando di svendere appartamenti, abbandonando il cane, indicatore di ricchezza. Ma non sono questi i rimedi, è necessario prendere coscienza che sta per attuarsi un sistema basato sulla cancellazione della libertà. Può essere considerato un uomo libero chi deve programmare al tavolo del commercialista l’impiego del suo tempo e rendere conto a un’entità superiore che invade tutti i suoi spazi, compresi i conti correnti, di come spende ogni centesimo Con la stessa solerzia e puntigliosità occorre mettere a punto un sistema di controllo della spesa pubblica, uno spesometro per lo Stato, che si prefigga l'obiettivo di prendere in esame tutti gli acquisti effettuati e gli incarichi, consulenze, appalti conferiti dalle pubbliche amministrazioni confrontandoli con parametri di riferimento stabiliti dall’Istat ed emettendo immediato accertamento nei confronti di chi se ne discosta.

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