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CRISI ECONOMICA

Il malgoverno della classe politica ha determinato negli anni l’accumulo di un enorme debito pubblico. I primi interventi di carattere economico avrebbero dovuto interessare quindi la ”casta“, anche per far meglio accettare a tutti la necessità di un coinvolgimento generalizzato per superare la grave crisi in atto. Per “Salvare l’Italia” il governo Monti ha adottato iniziative semplicistiche di tipo ragionieristico. Sulle pensioni, ad esempio, sono stati bloccati gli adeguamenti al costo della vita per quelle che superano i c.ca 1440 €/mese ed applicando un “contributo di solidarietà” per quelle che eccedono i c.ca 2300 €/mese. Nessun intervento significativo, invece, per la “casta” che, continuando a godere di elevate retribuzioni e di notevoli agevolazioni, non partecipa direttamente ai sacrifici che, nei limiti delle possibilità di ciascuno, tutti siamo chiamati a sostenere. Anzi, coloro che dispongono comunque di risorse economiche, possono trarre vantaggio da un mercato che ha visto un crollo della domanda: nel campo immobiliare, ad esempio, le poche acquisizioni recentemente effettuate, favorite dal crollo dei costi, sono riferibili proprio a politici. La qualità della vita dei percettori di modesti redditi resta invece condizionata fortemente dalla disponibilità anche di qualche euro al mese; per questi, la situazione diventa particolarmente pesante se devono sostenere oneri consistenti per affitti, per mutui, per la presenza di congiunti con gravi problemi di salute o di handicap o di perdita del lavoro. Le scelte economiche del governo Monti colpiscono quindi i redditi medio-bassi: su quelli elevati non si determinano “sacrifici”, ma solo insignificanti ridimensionamenti di risorse. Quello che preoccupa, peraltro, è che le diminuite possibilità economiche del ceto medio portano ad una contrazione (obbligata o prudenziale) delle spese, aggravando la situazione di un mercato stagnante. Anche nell’Agenda Monti non trovo intenzioni per significativi interventi sulla “casta” e neppure la quantificazione degli obiettivi che il Prof. Monti intende perseguire. Ho provato anche sorpresa per l’appoggio dato dalla Chiesa italiana al Prof. Monti che, in contrapposizione alla buona presentazione di facciata, non si è preoccupato della situazione di difficoltà in cui ha messo diverse famiglie italiane consentendo, nel contempo, di favorire i più facoltosi. FRANCA CONTINI 10 gennaio 2013

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