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pensioni, paghi 3 e incassi 1

Egr. Sig. Direttore, sono uno tra i tanti fortunati che pensavano di andare in pensione nel 2013, con 60 anni di età e 40 di contributi, ma grazie ai tecnici che sanno solo pensare ai numeri e non alla gente ci andrò nel 2015. Come mai non sono riuscito a leggere da nessuna parte questa anomalia: la signora Fornero dice che si deve andare in pensione solo se si versano contributi per 42 anni e 5 mesi. Ora, dato che i dati ufficiali dicono che l'aspettativa di vita di un maschio italiano è di 80 anni e 2 mesi (dopo l'aumento di 3 mesi), pur essendo un ragioniere delle serali mi pare che i conti non tornino: Si paga per 42 anni e 5 mesi, si va in pensione a 66 anni e mediamente si può godere la pensione per 14 anni. Ergo, si paga per 28 anni e 5 mesi in più di quello che, chi sarà MEDIAMENTE fortunato, beneficerà. La pensione col sistema retributivo poteva -forse- compensare lo sbilancio che grida vendetta, ma ora che il sistema è totalmente contributivo il danno è addirittura inaudito! Grazie se potessi leggere almeno su “Libero Quotidiano” una denuncia di questo abuso da parte dello stato. Jpb PS: quando inizia a lavorare stipulai un contratto con lo stato, che in 40 anni lui, motu proprio, ha cambiato diverse volte, senza darmi la possibilità (grazie signora Camuso e precedenti) di ribellarmi.

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