Cerca

Il nuovo ghetto di Roma Capitale.

Il nostro quartiere assurto alla cronaca negli anni 70 per il delitto del canaro e per la famigerata banda della Magliana, è poi sprofondato negli abissi. Un quartiere costruito dai palazzinari tra la fine degli anni cinquanta e proseguito fino agli anni 70,, strade costruite alla meno peggio tra filari di fabbricati più o meno palazzoni, senza spazi verdi, marciapiedi inesistenti, strade interne che ancor oggi sono definite private con accesso pubblico, illuminate e servite dall’Ama per la raccolta rifiuti e la pulizia delle strade. Le strette vie interne che collegano il quartiere sono invase da auto parcheggiate selvaggiamente, gli incroci con scarsa visibilità, strisce pedonali e scivoli degli handicappati(ove esistenti) impraticabili anche da un campione di slalom, le strade ed i marciapiedi (i pochi esistenti) sono piene di buche che attendono di trasformarsi in voragini, nel frattempo diventano piccole discariche a cielo aperto e per la sicurezza sono recintate in attesa di un altro boom economico che permetta a chi ci amministra di appaltare i lavori. Negli anni 90 vi fu la riqualificazione del quartiere, abbiamo avuto una delle cento piazze (inno al cemento), fu realizzata la pista ciclabile, il più delle volte avvolta dal degrado per scarsa manutenzione, ma perlomeno gli abitanti si concedevano una salubre passeggiata godendo del verde incolto dell’area golenale del Tevere e dello scempio della scuola 8 marzo occupata da decenni e trasformata giorno dopo giorno in un residence per finti derelitti, gli occupanti hanno provveduto a costruire mini alloggi nella ex palestra infischiandosene di tutte le norme edilizie. Le autorità latitano ed i lavori proseguono.La pista ciclabile col passare degli anni è divenuta una corsia preferenziale per gli zingari che a frotte invadono il nostro quartiere trasportando ogni tipo di materiale rimediato rovistando nei cassonetti ed in fila indiana per tutto il giorno scaricano sull’argine del Tevere, bruciano copertoni, accatastano materiali, rubano i coperchi di ghisa dei tombini e le autorità con inerzia recintano per la sicurezza della gente. Ogni tre mesi c’è l’intervento dell’Ama che rimuove tonnellate di rifiuti e sgombera il campo abusivo, ma imperterriti, i nomadi tirano su un nuovo campo nella stessa zona o quasi. Da luglio la pista ciclabile all’altezza di Pian Due Torri è impraticabile per un cedimento del terreno, siamo a Gennaio e nulla si muove, intanto gli zingari continuano a trottare per le vie del quartiere, rovistano nei cassonetti ed accumulano accatastando quanto non serve con buona pace degli abitanti che guardano sconsolati il decadimento del quartiere. Gli esercizi commerciali retti da italiani chiudono ed a loro posto sorgono bazar di extracomunitari che smerciano birra a gogò in tutte le ore del giorno e della notte e frotte di ubriachi orinano e defecano ovunque, lasciando in strada le bottiglie vuote(quando non si divertono a romperle in mille pezzi). Sorge spontaneo il dubbio che la Magliana non faccia parte di Roma e che per un oscuro disegno politico sia stata ghettizzata favorendo l’immigrazione di varie etnie dedite ai più loschi affari, i cittadini onesti si sentono defraudati dei loro diritti, sono mesi che chiediamo di trasformare in orti la golena del Tevere, ciò eviterebbe il degrado perenne ed i continui insediamenti abusivi, gli zingari si allontanerebbero ed i bazar non avrebbero ragione di esistere perché mancherebbero i clienti. Il quartiere tornerebbe a vivere la normalità senza essere accerchiato da finti postulanti e derelitti. Chissà per quale oscuro recondito motivo si preferisce sperperare danaro pubblico per la rimozione delle tonnellate di rifiuti. Mentre negli altri Municipi decollano gli orti urbani, qui continuano a nascondersi dietro le competenze istaurando un estenuante partita a ping pong. Molto spesso basta poco per risolvere i problemi, ma forse è proprio il poco che blocca la classe politica. Comitato Cittadino Amici Magliana

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog