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Lega, istruzioni per l'uso

Egr. Sig. Direttore, capto in varie situazioni che ci sono persone che non hanno ben compreso la "mission" reale della Lega Nord; tento di spiegarla secondo il mio punto di vista. Il nuovo apparentamento col Pdl non è un revival di un progetto interrotto a fine 2011 ma è una nuova unione d'intenti. Preciso per i distratti che a capo del movimento non c'è più Umberto Bossi ma Roberto Maroni, persona rispettabilissima ma non allineata alla visione politica del Senatur. Maroni ha rimesso al centro della questione il vero punto focale della politica leghista: il nord. Obiettivo che francamente si era un po' perso di vista negli ultimi anni e che invece doveva rimanere centrale. Proprio l'altro giorno, Matteo Salvini, intervistato a Sky tg24 ha ribadito un concetto che molti elettori del nord dovrebbero tenere ben a mente: la Lega punta alla vittoria in Lombardia e poco importa di quello che succede a Roma; pertanto rispondo ad una lettera pubblicata sul Vs giornale proprio stamattina dicendo che Salvini non mi sembrava affatto irascibile ma il solito disponibile Matteo ed ha nuovamente espresso il suddetto concetto. Non so se l'esponente leghista ha perso il bicarbonato ma molto probabilmente chi ha scritto la lettera ha perso gli occhiali e l'apparecchio acustico. Detto questo, credo che si possa votare in base ai propri mal di pancia o in base a riflessioni ben accurate: i primi voteranno il mielenso e poco efficacie Ambrosoli o peggio ancora l'incapacità di Grillo accampando le ragioni delle inchieste in corso (ancora tutte da decifrare) o al solito "ma io Berlusconi non lo voglio" (ragionamento politicamente molto profondo); i secondi forse ragioneranno e coglieranno la grande capacità che ha avuto la Lombardia di non crollare sotto i colpi della crisi e sotto i colpi dello Stato centrale; la capacità di mantenere, insieme a poche altre regioni, un gettito fiscale che coprisse le carenze di regioni aberranti (ma questo dovrà finire e presto); la capacità di fornire un servizio sanitario all'altezza; la capacità di aiutare in campi ordinari (lavoro) e straordinari (terremoto) nei limiti consentiti dalla congiuntura economica. Questa è la Lombardia che esiste oggi; e si può ancora migliorare mantenendo questa politica. A chi volesse votare Lega ma ha dubbi sull'alleanza con il PDL dico che più la Lega voti ottiene, meno influenza hanno gli altri partiti sulla politica del Nord. A chi invece solleva interrogativi sull'antieuropeismo della Lega additandolo come difetto rispondo che non ha tutti i torti: la Lega vorrebbe restare in Unione Sovieteuropea (finalmente ho letto un articolo che concordava con me) solo con quelle regioni virtuose che hanno i parametri adeguati. Io invece attendo con impazienza l'uscita dall'Euro. Non sarà un caso se la Gran Bretagna, che non fa parte dell'Euro, è in procinto di ridurre di 5 punti percentuali la pressione fiscale; non va peggio ai paesi scandinavi dove la pressione fiscale è altissima (73%) ma lo Stato copre le spese praticamente di ogni bisogno. Esempi di Europa che se la cava anche senza Bruxelles. Tornando a casa nostra, se la gente del Nord ha veramente a cuore le sorti del proprio territorio, non ha opzioni sul voto a livello amministrativo; se invece vuole allinearsi alle regioni disastrate governate da centralisti o tassatori Sovieteuropei allora il destino è segnato. Ringrazio per lo spazio concesso Cordiali saluti ESP

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