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Voce

Sindacato./Libri proletari./Una voce lontana giunge a cavallo/dell'ultima eco e porta con sé/un bagaglio colmo di parole:/dolci/amare/vere/false/ipocrite/incoraggianti./Non può mancare la copula:/è/una voce che crede/ed è ancora devota/questa!/Quanta tristezza e quanta malinconia, però,/tengono compagnia alla sua/solitudine./E quanto coraggio, anche...!/E' ora ferma in questa stanza/d'un bianco opaco/forte/iperteso/come quando si è invischiati/avvolti da un misterioso banco di nebbia./Voce grande/voce vera/voce forte/voce tonante/voce lontana:/viaggi sempre con la stessa valigia e/mai ti stanchi di chiedere ospitalità/in cambio delle tue sole parole,/che altro non sono che sogni/che forse un giorno diverranno realtà,/che se anche questo forse non ti appaga affatto,/ad esso devi essere grato e riconoscente/per questo tuo disperato bisogno/di farti ascoltare. Mai avre creduto che questi versi adolescenziali sarebbero stati attuali oggi, riferiti allo scenzario e alla rappresentazione giornalistica della Maglie a proposito di Bersani della guerra e del Pd oggi pubblicata. Bersani & Co. non hanno perso la voce: hanno perso la poesia e non possono dare anima alla sinistra! Visto che non sono mai stati in grado di darLe concretezza. Quanta nostalgia per Romano Prodi. Lui almeno, prode o non prode, non era altero come Monti né popolano come Berlusconi. C'est la vie (visto che l'inglese è solo per sedicenti gentleman...).

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