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Questione Croce Rossa Italiana

Con la presente desidero richiamare la Vs. attenzione su una questione abbastanza importante e rilevante che, forse per volontà politica "comune" è passata inosservata: con il d.lgs. del 28.09.2012 n. 178 pubblicato sulla G.U. del 19.10.2012 n. 245 firmato dal Capo dello Stato si è stabilito la fine del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. a) La prima considerazione da fare, tra le tante, è la seguente: perché il Parlamento ha delegato il Governo per decretare la fine della CRI che è sempre stato un corpo ausiliare delle Forze Armate? Qual è la finalità di tale decisione? Attenzione: i numerosi politici da me interpellati NON NE SAPEVANO E NON NE SANNO NULLA. La percentuale è del 99%. Se non credete, informateVi e rimarrete stupiti! b) La successiva considerazione è quella che una tradizione, o meglio, una attività così meritevole e piena di gloriosa storia e memoria può finire SENZA UNA PLAUSIBILE RAGIONE? c) Dopo tanti anni passati al servizio umanitario della Patria e anche del Mondo, sparirà il Corpo Militare della CRI con la conseguenza di "mandare a casa" quasi immediatamente oltre 1500 persone che hanno scelto – a seguito di concorso – di dedicarsi prima agli altri e poi a se stessi d) Può l’Italia, che è stata una delle prime nazioni a fondare la CR Internazionale, rimanere fuori e trasformare quella italiana in una società privata? e) Quale fine farà il nobile sentimento nazionale di soccorso internazionale delle vittime dei conflitti tutt’ora esistenti? Tanto per non scendere al livello forse "inferiore", ma altrettanto importante: quale fine è riservata all’ingente patrimonio dell’esperienza di persona certamente eccezionali, come gli operatorio della CRI e quello economico – patrimoniale? Queste sono solo alcune delle questioni che, a mio avviso dovrebbero interessare i cittadini italiani. Nello specifico, poiché numerosi appartenenti della CRI hanno verificato la incostituzionalità del d.lgs. 178/12 e la sua inutilità (salvo ricerca della ragione della utilità – al momento non apparente) hanno conferito al mio Studio Professionale l’incarico di impugnare dinanzi al Tar Lazio prima, e dinanzi la Corte Costituzionale, la questione che, a loro parere riguarda non solo la legittima preoccupazione di perdere il posto di lavoro, ma anche quella a carattere nazione ed internazionale di fare perdere all’Italia – tramite la soppressione del corpo militare della CRI – un’ulteriore immagine rilevante della grande personalità del Popolo Italiano. Cordialità. Avv. Vincenzo Gigante – Taranto

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