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CECCHINI E LA LEGGE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

Egregio Direttore in merito alla notizia da Lei pubblicata il 17/01/2013: Lazio: Cecchini, serve nuova legge regionale per diritto allo studio riteniamo sia necessaria qualche puntualizzazione importante. Innanzitutto il ricorso al TAR dei 66 genitori non era per chiedere l'aumento delle ore di Assistenza Scolastica allo studio, ma per chiedere l'aumento delle ore di Sostegno allo studio, quindi l'aumento delle ore di presenza in classe degli Insegnanti di sostegno non degli Assistenti. La decisione del numero delle ore di presenza in una classe da parte dell'Insegnante di sostegno, non spetta né alla Regione né alla Provincia, ma allo Stato: gli Insegnanti di sostegno lavorano per conto dello Stato. Diversa la realtà degli Assistenti allo studio, di cui parla il Sig. Cecchini, che, con leggiadra nonchalance, mischia le carte in tavola, con l'evidente obiettivo della raccolta di voti all'interno della cospicua comunità di cittadini direttamente interessati al problema. L'Assistente alla comunicazione, di cui parla il Sig. Cecchini, è una figura professionale che dal 1994 presta il suo servizio nei domicili di chi vive in una condizione (dalla più lieve alla più grave) di (badate bene!) minorazione sensoriale. Dal 2005 la presenza di questa figura professionale è stata richiesta anche nelle Scuole di ogni ordine e grado (dall'asilo nido alle Scuole Superiori) ma sempre e solo a beneficio dei disabili sensoriali (dall'ipoacusico lieve al sordo profondo - dall'ipovedente lieve al cieco totale). Detti beneficiari possono presentare anche condizioni di pluridisabilità, ma il codice prevalente (che garantisce il diritto all'Assistenza) deve essere quello della minorazione uditiva o visiva. Il servizio dell'Assistente alla comunicazione nelle Scuole è sempre stato finanziato dalla Provincia (dal 2005 ad oggi). Nel 2005 gli Assistenti alla comunicazione tiflodidattica (specializzati sulla minorazione visiva) nel Lazio erano 30. Nel 2012, solo a Roma, 164. Tutti rigorosamente co.co.co.: no ferie, no permessi retribuiti, malattia pagata dall'INPS dopo il quinto giorno e al 30%, spostamenti da una scuola all'altra non considerati orario di lavoro, garanzia di continuità didattica anno dopo anno su una continuità retributiva di 8 mesi l'anno, retribuzione che non prevede nient'altro che il conteggio delle ore effettivamente lavorate (praticamente un lavoro a cottimo...) valutata 13euro lordi l'ora. Tutti rigorosamente co.co.co anche da 15 anni continuativi, senza nessun riconoscimento né retributivo né come figura sociale. L'Assistente alla comunicazione, infatti, non è una figura riconosciuta giuridicamente e il Signor Cecchini questo lo sa bene, perché fu l'asso nella manica che si giocò nel 2009 per evitare di contrattualizzarli dignitosamente (coadiuvato in questo dai Sindacati Confederali: CGIL,CISL e UIL....). Ad Ottobre 2012 il Sig. Cecchini ha dovuto partecipare a ben due Assemblee Pubbliche richieste da genitori, Assistenti, CdA delle Scuole di Roma, Presidi delle Scuole di Roma, causa irregolarità e ricorsi nella gara d'appalto per l'assegnazione del servizio, con conseguente disagio per tutti i direttamente coinvolti (famiglie, Assistenti, Scuole). Si potrebbe continuare per ore!! L'importante è aver chiarito la sostanziale differenza tra diritto allo studio garantito dallo Stato e diritto allo studio finanziato dall'apparato provinciale (fino ad oggi) e sedicente regionale (secondo il Sig. Cecchini). Importante anche aver chiarito la condizione lavorativa dei tanti Assistenti alla comunicazione che da anni lavorano quotidianamente nelle Scuole, a fianco di Insegnanti curricolari e di sostegno troppo spesso impreparati ad affrontare l'intervento didattico specifico e specialistico, intervento definito da tanti: il fiore all'occhiello del servizio di Assistenza allo studio. Fior di precario a cottimo!!! (Una delle tante varietà della specie floreale degli ATIPICI). Grazie dell’attenzione

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