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funerale di un brigatista

Girovagando su internet, ho visto casualmente le foto a reggio emilia del funerale di prospero gallinari e sono rimasto letteralmente interdetto dal migliaio di persone presenti alla cerimonia, molti giovani e parecchi sessantenni col pugno chiuso alzato a cantare l'internazionale intorno alla bara di questo individuo che io ritenevo ormai un vecchio dinosauro di un passato inquietante della mia città; evidentemente di quel passato remoto della ideologia marxista distorta degli anni settanta, esistono ancora dei residui sconcertanti in questa città apparentemente tranquilla , vedere la compagna di gallinari, dirigente comunale, alberto franceschini, barbara balzarani e tanti volti anonimi di cittadini comuni, seguire quel feretro e inneggiare al suo contenuto, mi ha veramente stupito e amareggiato, possibile che dopo tanti anni da quegli eventi tragici, da cui anche l'estrema sinistra ha preso le distanze, ci sia ancora un nucleo di persone che riesce a resuscitare i fantasmi di un passato di cui reggio dovrebbe vergognarsi, o forse quello che è mancato a questa città è stata proprio la capacità di fare i conti con un passato inquietante, a cominciare dai delitti del dopoguerra , fino al chi sa parli di otello montanari degli anni novanta, passando attraverso il famoso appartamento degli anni sessanta, in cui sono nate le brigate rosse, le immagini di quel funerale sembravano appartenere a un'altra epoca e invece sono di pochi giorni fa, francamente penso che in questa città ci sia ancora qualcosa che non funziona se un numero così elevato di persone ha seguito il feretro di un criminale comune, come se rappresentasse ancora qualcosa per questa città, ammesso che l'abbia mai rappresentato nel passato. Cordiali saluti -a.t. -

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