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Vi racconto una favola

Cari amici, non voglio annoiarvi con i nostri problemi ma raccontarvi una favola della quale siamo protagonisti. C'era una volta un numeroso gruppo di laureati in tutta Italia che, dopo tanti soldini , fatica e lacrime spesi, decidono, stanchi anche del solito precariato che attanaglia il nostro Paese, di provare l'ennesimo concorso pubblico. Pubblicato il bando, i nostri protagonisti, attendono la comunicazione delle date e sedi d'esame. Dopo innumerevoli rinvii, ecco la fatidica comunicazione: il concorso si svolgerà, nelle varie regioni d'Italia giorno 8 giugno 2012. I nostri baldi giovani si impegnano tanto; studiano,studiano,studiano e lavorano (facendo quel che si può) per racimolare un po' di soldini cosi da poter affrontare i costi di viaggio e alloggio necessari per il concorso. Arriva la data. Tutta l'Italia è in fermento...La prova si svolge, dopo ritardi dovuti a motivi organizzativi e passati i minuti assegnati dalla commissione, i test vengono ritirati. Tutti a casa. Fin qui tutto procede normalmente e come consuetudine, puntualmente, arrivano le lamentele, senza alcuna conseguenza. Pubblicati i risultati si scatena l'inferno!!!!!!!! Vengono presentati ricorsi al Tar eccependo l'irregolarità delle prove. Si lamenta che, durante la stessa, ci sia stata la possibilità di usare il telefonino. Ma come mai, questi signori, hanno deciso di presentare ricorso solo dopo la pubblicazione delle graduatorie e dopo aver verificato la loro non ammissione alla prova successiva? Come mai l'uso dei cellulari, se cosi fosse realmente avvenuto, non è stato denunciato durante la prova nella sede appropriata? Perché questi signori non si mettono una mano sulla coscienza e riconoscono la loro insufficiente preparazione e/o incapacità di mantenere sangue freddo? Non credo sia giusto sfruttare le speranze e i sacrifici di migliaia di giovani solo per aumentare, a livello nazionale, la visibilità di qualcuno. Non credo sia giusto annullare un concorso che ci è costato fatica e denaro, solo perché i soliti noti, non hanno avuto il loro momento di gloria. Ma siamo in Italia e qui succede questo e altro. Come in tutte le favole a LIETO FINE, anche qui esiste la strega malvagia che sfrutta per i propri scopi, ignare vittime. La nostra strega si chiama Rienzi.

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