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SINDACATI VIL RAZZA DANNATA

Caro Direttore, vuole pubblicare questa lettera rivolta ai Segretari di CIGL CISL E UIL? "Mi chiamo Giuliana Tofani e faccio parte del CoDiPeR (Comitato per la difesa delle Pensioni di Reversibilità). Beppe Grillo ha ragione, Voi sindacati della TRIPLICE siete collusi con il potere e avere derubato i lavoratori dei contributi previdenziali per dare pensioni a chi non ne aveva diritto. Le casse INPS sono andate in dissesto soprattutto per colpa della legge n.252 del 1974, meglio conosciuta come legge MOSCA, dal nome del sindacalista CIGL che l'ha ideata. Con questa norma circa 40.000 dipendenti di CIGL,CISL, UIL, del Partito Comunista, del PSI, della DC e di altri che venivano pagati in nero, hanno potuto avere la pensione usufruendo dei contributi degli ignari lavoratori italiani. Il costo di questo "furto di contributi" è di oltre 25 miliardi di lire. Ecco otto illustri pensionati della legge Mosca: Armando Cossutta PCI, Achille Occhetto PCI - PDS, Giorgio Napolitano PCI - Presidente della Repubblica Italiana, Sergio D'antoni DC- PD - ex segretario CISL, Pietro Larizza ex segretario UIL, Franco Marini DC - PD - ex Presidente del Senato, Ottaviano Del Turco PSI, e la scomparsa Nilde Iotti PCI - Presidente Camera dei Deputati. C'è un grosso equivoco: passate per i difensori dei lavoratori, invece siete coloro che li derubano e tolgono loro la sicurezza di una vecchiaia serena. E' per colpa Vostra se i futuri pensionati riceveranno una pensione di poco superiore al 40% del loro stipendio. Appartengo ad una categoria di pensionati gravemente danneggiata dalla legge 335/1995, meglio conosciuta come legge DINI. Con l'art. 1, comma 41 di questa legge le pensioni di reversibilità da previdenziali, sono state, "miracolosamente" trasformate in assistenziali, e, in base alla tabella F, vengono decurtate del 25, 40 e 50 per cento. Questo colpo basso inferto a una fascia debole, composta, in prevalenza, da persone anziane, incapaci di difendere i proprio diritti, si è reso necessario per le gravi perdite che la legge Mosca, i cui termini sono rimasti aperti per circa 20 anni, ha inferto al sistema pensionistico nazionale. Se la repubblica italiana fosse democratica, come recita l'art. 1 della Costituzione, nelle poltrone degli organi istituzionali dell'INPS non siederebbero i vostri rappresentanti, ma persone elette dagli iscritti che sono i veri padroni dei contributi.

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