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Shock a Venezia

Egr. Direttore, Su Libero di Domenica ho letto l'articolo dal Titolo: Shock a Venezia perchè un professore aveva sostenuto pubblicamente ciò che qualsiasi persona raziocinante e con un minimo di onestà intellettuali ritiene ovvio. Che biologicamente si nasca o maschi o femmine mi sembra incontrovertibile e che quindi un terzo o quarto genere non sia contemplato è altrettanto incontrovertibile, alterazioni cromosomiche possono esistere, ma sono patologia spesso incompatibili con la vita o la sopravvivenza a breve-medio termine.. I generi aggiuntivi sono quindi frutto di condizionamenti posteriori che, di conseguenza, non si possono ritenere naturali. L'omofobia non c'entra nulla. Il dovuto rispetto per ogni persona, in questo caso gay, non può portare a considerare come naturale o una semplice opzione da scegliere qualsiasi inclinazione affettiva. Bisogna avere il coraggio di dire che ci sono situazioni di deviazione dalla normalità, altrimenti presto si finirà per dire che è naturale qualsiasi tipo di affettività, pedofilia e incesto compresi. La mia meraviglia però non è tanto la reazione provocata dall'episodio citato, ormai il mondo ragiona così, la sorpresa è la vostra titolazione con la quale vi accodate alla moda di considerare la condizione di omosessuale come il prototipo da perseguire, quasi debba essere il massimo desiderio di ogni genitore verso i propri figli. Mi scuso e saluto cordialmente

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