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L'ECONOMIA NON PUO' PRESCINDERE DALLA DEMOGRAFIA

In campagna elettorale sento parlare continuamente di ricette economiche, sbandierate come se avessero valore universale a prescindere dai soggetti ai quali si applicano. Anche se alcune soluzioni proposte, come quella sostenuta da Giulio Tremonti di comprare noi i nostri titoli di Stato per sottrarli alla speculazione internazionale, sono assolutamente logiche e condivisibili, tuttavia restano molti problemi del tutto ignorati dalla politica. Stiamo infatti facendo i conti senza l'oste. L'oste nella fattispecie è rappresentato dall'età anagrafica degli Italiani: il pensionato non contribuisce al p.i.l. come chi pensionato non è. A sentire i nostri politici, sembra che l'economia possa prescindere totalmente dalla demografia. Io penso l'esatto opposto. L'Italia è sempre più un Paese di pensionati che, continuando su questa strada, ovvero in assenza di alcun cambiamento teso a contrastare l'invecchiamento della popolazione (quale un aumento della natalità, che attualmente è a livelli da incubo), potrebbero finire per percepire una pensione miserabile o magari perderla del tutto. Infatti, prima o poi, non ci sarà più chi riuscirà a pagargliela. Tengo a sottolineare che questo della pensione è solo un banale esempio, dal momento che la denatalità si porta appresso numerosi altri e più importanti problemi. Non ci tengo a fare l'allarmista o il pessimista a oltranza, ma mi sembra che l'analisi dei politici nostrani si concentri dunque su alcuni aspetti trascurandone totalmente altri. Nella categoria "altri" sono compresi i fattori demografici. La situazione italiana a questo riguardo è pressoché disperata. Mancano i giovani a causa di una denatalità che non ha pari in nessun Paese del mondo. Ma tutto tace. I politici tacciono rigorosamente. Per loro il problema non esiste. Quando cominceremo a metterlo a fuoco e a proporre un qualche rimedio, anche al semplice scopo di far ripartire l'economia? Con i più cordiali saluti.

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