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Pubblico Impiego

Caro Direttore, ho notato che in questa campagna elettorale i partiti (tutti i partiti) evitano di affrontare il vero problema dell'Italia: il deficit pubblico e la mancanza di produttività. Lo Stato liberale, a differenza di quanto sostengono tanti ns politici, non crea nè può creare posti di lavoro, ma concorre tuttalpiù a determinare condizioni favorevoli affinché le aziende ne creino. Purtroppo, mentre lo Stato Italiano è in difficoltà e le aziende private chiudono al ritmo di 100.000 all'anno, anziché tagliare i rami secchi e ridurre le proprie inefficienze, la politica aumenta le tasse. E' come se facessimo una trasfusione a un ferito che sta morendo dissanguato senza preoccuparci minimamente di suturarne la ferita. Strano caso quello italiano: lo Stato è praticamente in default, ma non esiste lavoratore più tutelato di quello pubblico (poco produttivo, ma illicenziabile per diritto divino). Ormai si ha l'impressione che le tasse non servano ad altro che ad alimentare gli stipendi del pubblico impiego, tanto è bassa la qualità dei servizi offerti. A questo punto, se non vogliamo svegliarci un bel mattino in un Paese socialista, dove l'unico datore di lavoro è lo Stato, conviene forse pensare di intervenire per tempo con contratti di solidarietà che, in cambio del mantenimento della sicurezza del posto, riduca gli stipendi agli statali (del 10% i più bassi e, a salire, fino al 30/40% nel caso dei dirigenti). In alternativa occorrerà equiparare a tutti gli effetti il pubblico impiego e il lavoro privato, in modo tale da inserire la necessaria elasticità del fattore lavoro anche nella sfera pubblica. Tale liberalizzazione peraltro porterebbe come conseguenza nel medio periodo una crescita dei salari (a fronte di maggior produttività del lavoro pubblico e migliore qualità dei servizi offerti). I sindacati ovviamente non sarebbero d'accordo, ma essi, per quanto possa sembrare strano, non hanno nessun interesse a che un lavoratore si realizzi individualmente e veda riconosciuto il valore del proprio lavoro, poiché ciò li rende superflui (dannosi lo sono già). La ringrazio dell'attenzione e La saluto.

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