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L'ANTIMAFIA SENZA IPOTECHE DELLA SINISTRA.

L'ANTIMAFIA SENZA IPOTECHE DELLA SINISTRA. Ci risiamo. Ci risiamo con le ipoteche, gli argomenti di appalto esclusivo, le riserve di pensiero e parola. In Italia capita in molti ambiti. Capita ad esempio con la Cultura e la Solidarietà. Tutto appannaggio esclusivo della sinistra. La cosa più curiosa, però, è che a deciderlo è stata proprio lei, la sinistra. Da sola, d’imperio. E sia, lasciamoglielo pure credere. Ci sono cose, però, su non si può lasciar correre. Cose su cui la sinistra non ha alcun diritto di autonominarsi interprete, sacerdotessa e officiante. Una di queste è l’Antimafia. Sì, quella con la “A” maiuscola. Quella vissuta, attiva, militante. Concreta, per dirla con una parola. Quella di Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino Scopelliti, magistrato di Cassazione trucidato dalla mafia il 9 agosto 1991 nei pressi di Campo Calabro, provincia di Reggio Calabria. Rosanna Scopelliti, della lotta alla mafia, ha fatto un ragione di vita. Ma non di quella “in tacchi a spillo”, di quella dell’apparire, fatta solo per vendere libri e agende, partecipare a convegni e ricevere incarichi e poltrone, delle parole vuote, dei proclami e delle visioni mistiche. No, non è questa l’Antimafia di Rosanna Scopelliti. La sua è quella di chi sta in mezzo alla gente, lotta, si mette in gioco e ci mette la faccia. E ha come obiettivo la difesa della Legalità. Anche qui, con la “L” maiuscola. Lo spettacolo indegno a cui stiamo assistendo in questi giorni è molto eloquente. Attacchi feroci, ciechi, stupidamente biliosi stanno avvelenando il web e i social network. E poi, quella frase impronunciabile che invece ricorre troppo spesso: “Tuo padre si rivolterebbe nella tomba”. L’imperdonabile colpa ascritta a Rosanna Scopelliti sarebbe quella di essersi candidata nelle liste del Pdl. Ebbene, stavolta no, questa volta non vi lasceremo campo libero. L’Antimafia è una cosa troppo seria per essere lasciata in mano a chi la usa solo ed esclusivamente per scopi politici. Ne va del nostro Paese. Della sua immagine e del suo futuro. Ne va dello Stato Democratico. Finiamola con i proclami. Piuttosto guardiamo in faccia la realtà. E qui mi rivolgo a quanti, nel nome di una bolscevica e sterile ideologia stanno così ferocemente attaccando Rosanna Scopelliti. Siete proprio sicuri di sapere chi è, cosa ha fatto e in che modo ha onorato nella sua vita di appena trentenne, il cognome che porta? E siete proprio sicuri che l’antimafia, quella che imperversa oggi, quella mafia voglia proprio combatterla? Bisogna fare molta attenzione alle sterili frasi brandite a mo’ di Angelo Vendicatore, perché la strumentalizzazione politica di quell’illustre cognome non sta nella candidatura di Rosanna Scopelliti, ma in quell’espressione “tuo padre si rivolterebbe nella tomba”. Soprattutto se pronunciato con troppa leggerezza da moralizzatori dell’ultima ora che si riempiono la bocca di frasi retoriche e ridondanti mentre la lotta alla mafia viene beceramente piegata alle poco nobili logiche della politica. Ebbene, a noi, tutto questo proprio non va bene. L’Antimafia non è argomento per ipoteche, appalti esclusivi e riserve di pensiero e parola. MASSIMO MARTINI

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