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L’AFFOSSATORE SGARBATO

Che il temporaneo accantonamento della democrazia sia servito per sovvertire un risultato elettorale e dare il colpo di grazia a un governo sgradito (opzione probabile) o per risolvere un’emergenza economica (scusa ufficiale) o per farsi benvolere dall’Europa (ai politici frega poco) o per farsi benvolere dal sistema finanziario (concausa) il professor Monti si è prestato a una manovra in punta di costituzione per sostituire il governo democraticamente eletto accettando, travestito da tecnico, la carica di primo ministro. La nomina a senatore a vita, non vantando eclatanti meriti né umanitari né scientifici né politici né altri (uno sconosciuto burocrate cattedratico che da sempre si districava nei meandri del potere e dall’uscio della politica captava incarichi di prestigio) è stato il suo compenso. E lì doveva finirla. Trascorso l’anno di transizione durante il quale il centrosinistra si sarebbe preparato a vincere le prossime elezioni doveva riprendere il suo tran-tran tra scuola, palazzi del potere e ora anche senato. Invece lì non l’ha finita. L’evanescenza del centrodestra ingabbiato, la condiscendenza del centrosinistra in attesa, i leccamenti del centrocentro in cerca di una ragione di esistere e la benevolenza del suo Grande Elettore lo hanno illuso di avere salvato la patria e, incosciente di avere invece affossato l’economia industriale e diffuso la disoccupazione, di avere impoverito la popolazione sommergendola di tasse e di avere tolto anche ai più ottimisti e coriacei la fiducia nel futuro e la forza di affrontarlo, dopo aver portato l’Italia in pasto all’Europa ed essersi dilettato con improvvide riforme a spot, sull’onda emozionale indotta da vecchi mali della società titolati nei giornali come fossero notizie fresche di giornata, ha preso gusto al governo e dopo un po’ di snobbosa manfrina si è messo in lizza per continuare a governare. Non ha fatto nulla di vietato, però è stato sgarbato. Il suo compenso, pagatogli anticipatamente, era la nomina a senatore a vita e l’inelegante lancio politico dal pulpito di un governo che da ovunque lo si guardi richiama la faccia del Presidente che l’ha voluto è un di più che un Monti irriconoscente si è preso a forza tradendo con sgarbo le molte fiducie del parlamento ostracizzato che l’ha tenuto in vita e, è sperabile, i limiti del mandato ricevuto dal suo Principale Referente. Solo G.P. (vuoi mai che vince? maestri, professori e burocrati diventano stizzosi con chi li contraddice da di la della cattedra)

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