Cerca

quei perdenti di successo

Fabrizio Corona è stato catturato dai nostri “agenti segreti” in Portogallo, ora possiamo stare tutti tranquilli. I nostri poliziotti, hanno dimostrato di essere dei veri e propri mastini. Peccato che siano meno fortunati per le cose più serie. Quale sia stato la vera colpa di Fabrizio Corona, non sta a me giudicare, anche se ho una mia idea ma, se è vero che ora dovrà fare sette anni di galera per aver “estorto” venticinquemila euro al giocatore Trezeguet affinché certe sue foto “intime” sparissero dalla circolazione, è altrettanto giusto chiedersi: quale pena dovrebbe scontare Roberto Staffa? Che c’entra Roberto Staffa ma, soprattutto, chi è? Roberto Satta è un magistrato, pubblico ministero di Roma. È stato arrestato su ordine del gip del tribunale di Perugia. Per gli inquirenti, Staffa prometteva favori e tutele in cambio di rapporti sessuali che sono stati filmati anche nel suo ufficio. Ma la notizia vera, apparsa sul Corriere della Sera di oggi, 24 gennaio, si nasconde dentro la stessa notizia. Venticinque anni fa, Satta era un giovane sostituto procuratore a Trieste quando, nel 1988, un imprenditore della sua città viene bloccato dal Fbi in California: una intercettazione telefonica choc che non lascia spazio ad alcun dubbio. Un agente finge di volergli vendere una bambina messicana di 10 anni per un fine settimana, per 5000 dollari. A questo punto, il quadro è chiaro. Invece, a conferma che al peggio non c’è limite, l’imprenditore chiede al telefono: “Cosa posso fare con questo animaletto, posso frustarla, incatenarla?”. Nel frattempo, sul tavolo del giudice Ronald Lew di Los Angeles, arrivano 30 lettere da altrettanti notabili triestini, vescovo compreso, nelle quali si dice che è stato arrestato un “benefattore e rispettabile padre”. Si scopre, nel frattempo, che l’accusato è affiliato alla P2 di Licio Gelli. Tra quelle lettere si scopre anche la firma di Roberto Satta. Spiegherà di aver aderito all’iniziativa in qualità di socio di un circolo locale di tennis e non come magistrato. Il Consiglio Superiore della Magistratura, condanna la sua mossa come “incauta”. In certi Palazzi, le bocciature si trasformano in vere e proprie promozioni. A Satta vengono aperte le porte, nel 1989, di un tribunale ancora più importante, quello di Venezia. Fino a Roma e alla cronaca di oggi. Esistono, dunque, “perdenti di successo” come Fabrizio Corona e “criminali” autentici di colleghi magistrati incapaci di autosorvegliarsi e di autopunirsi. Sette anni di galera a Corona possono apparire una condanna giusta, a condizione che Roberto Satta sconti almeno una ventina di ergastoli, non essendo prevista, nel nostro Paese, la pena capitale. ...dal Salotto di Bartolo Fontana

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog