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Ed ora la parola agli elettori

Ed ora la parola agli elettori Le liste e le candidature da parte dei partiti e dei gruppi politici per le elezioni del 24 e 25 febbraio prossimi sono state presentate presso le cancellerie delle Corti d'Appello o dei Tribunali. Non sappiamo ancora con esattezza il numero delle liste, ma la scheda che il Presidente del seggio elettorale ci consegnerà quando andremo a votare sarà certamente una bella lenzuolata. I candidati alla Camera e al Senato sono tantissimi. Pochi, però, avranno il piacere e l'onore di sedersi sugli scranni del Parlamento. La presentazione delle liste ha deluso, però, moltissime persone, quelle impresentabili, quelle colluse con la mafia, che per tantissimi anni sono state in Parlamento e che questa volta sono rimaste a casa. Quello che mi ha disgustato è che tantissimi boiardi, tantissimi voltagabbana sono rimasti, sono stati inspiegabilmente risparmiati. Un po' di ricambio c'è stato. Si poteva fare di più volendo, però. E non sono mancate le candidature pasticciate. In Calabria è stata esclusa momentaneamente dalla lista del Pdl al Senato l'On. Dorina Bianchi per mancanza inspiegabile di un documento che doveva essere allegato alla documentazione. E in diverse regioni si segnalano vibrate proteste degli esponenti locali dei partiti contro i candidati paracadutati da Roma. I casi sono tanti e riguardano quasi tutte le regioni e le liste di tutti i partiti politici. Ma la vera novità delle prossime elezioni è la salita in politica di tanti uomini e donne, scrittori, avvocati, magistrati, professori, giornalisti, economisti, sportivi, cantanti, tutti in fuga dalle professioni, abbandonate in giovane età, per seguire l'irresistibile sirena della politica. Mancano però all'appello gli operai, i pensionati, gli esodati, i cassintegrati, le casalinghe, le mamme di famiglia. E quasi tutti messi ai primi posti con la certezza di essere eletti. Sbarcheranno, così, nel Palazzo anche senza un vero confronto con gli elettori. Basta che la lista superi il quorum prescritto dalla legge. Che pacchia! Che "culo" direbbe volgarmente qualcuno! Ma una volta in Parlamento riusciranno a votare tutti assieme o si ripeteranno i problemi che ebbe l'On. Romano Prodi per ben due volte? Ma che spazio avranno. Corrono il rischio di scomparire. Le candidature pescate dalla società civile sono state, senza dubbio, operazioni puramente di marketing nel senso più bieco del termine. Poi quando i vari Onorevoli e Senatori arriveranno in Parlamento si accorgeranno che non avranno alcuna voce in capitolo. Saranno emarginati. Sono serviti solo per portare voti ma poi nei vari gruppi non conteranno un bel niente. Vi ricordate, amici lettori della mia età, la barzelletta degli anni 50 quando i compagni comunisti irridevano alla presenza in Parlamento di due esponenti democristiani e per giunta cosentini? - Signor Presidente, fa freddo, possiamo chiudere la finestra?- Arrivati a questo punto vorrei rivolgermi al Prof. Mario Monti, Presidente del Consiglio in carica, direttamente, il quale essendo stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica per meriti che francamente ignoro ( Art. 59 della Costituzione Italiana:Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario) e poi incaricato dopo appena un giorno a formare un nuovo Governo e fare questa banalissima domanda:- Perché, come dice lei, è salito in politica?- Ma chi glielo ha fatto fare a sporcarsi le mani in una campagna elettorale che si preannuncia sporca e rovente? E poi allearsi con l'On. Casini e con l'On. Fini, due vecchi marpioni della politica italiana, che hanno cambiato coalizioni ed alleati a seconda la convenienza, strenui difensori della casta, in Parlamento e in politica da diversi lustri, da quando io ero ancora bambino e lei, sig. Presidente, forse era ancora all'Università come studente. Ha imbarcato nella sua lista tantissime personalità. Ma a cosa serviranno? A niente. Ha presentato una Agenda, ma si ricordi, caro Prof., che l'agenda dura un anno e poi si butta via. Il suo Governo è durato un anno, poi è stato buttato giù.La lezione non è servita a nulla? Ho l'impressione che lei farà la stessa fine dell'agenda e del Governo che ha presieduto per un anno per la palese incapacità dei politici nostrani a governare. Questa volta sarà buttato giù dagli elettori e di lei si perderanno le tracce, mentre quei due personaggi ora alleati li ritroveremo ancora una volta in Parlamento e faranno alleanze con chi offrirà di più. E' il loro mestiere. Sono la volpe e il gatto della politica italiana di collodiana memoria. Se le ricorda "Le avventure di Pinocchio"? Il libro e il suo insegnamento sono ancora validissimi. Lei non potrà mai vincere le elezioni politiche avendo alla sua destra un partito il Pdl guidato da Berlusconi che, malgrado tutto, ancora gode della fiducia di tanti italiani e alla sua sinistra il Pd, molto agguerrito e coeso, guidato da Bersani, che, già si sente vincitore delle elezioni e Presidente del Consiglio. La sua coalizione potrà tutta al più raggiungere un misero 15%, Cosa farà con questa percentuale? Nulla. Lei non è Bettino Craxi che con il 15% dei suffragi riuscì a fare eleggere l'On. Sandro Pertini Presidente della Repubblica e poi farsi da lui nominare Presidente del Consiglio. Altri tempi e altri uomini sedevano in Parlamento. Se la coalizione di centro sinistra non dovesse avere la maggioranza alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica lei potrebbe essere solamente la ruota di scorta della coalizione o la stampella di Bersani. Scelga lei. L'hanno capito tutti ormai. Lei è già pronto al compromesso. Anche Vendola, il leader di Sel, è pronto ad accoglierla a braccia aperte, basta che faccia un po' di autocritica.Oggi queste cose non si possono dire, domani sì, a schede scrutinate. Troppe sarebbero le ripercussioni negative tra gli elettori all'idea che dopo le elezioni potrebbe formarsi un Governo Bersani, Vendola, Monti, Casini e Fini. E in vista ci sarebbe la scalata del Colle del Quirinale. E sono affiorate come d'incanto le simpatie non solo verso il glorioso Partito Comunista Italiano, ma anche verso l'ex Presidente del Consiglio On. Romano Prodi con cui, come lei ha detto, ha lavorato molto bene a Bruxelles. Ma se dovesse sfumare la scalata al Colle più famoso d'Italia per i niet di Berlusconi, Ingroia, Di Pietro e Grillo ci sarebbe la leadership del centro sinistra lasciata libera da Bersani. Lei, sig. Presidente, è molto ambizioso e mira sempre più in alto. Se lo ricorda il grande Mike Buongiorno che scalava la montagna ed invitava i telespettatori a bere la grappa Bocchino? A proposito di Bocchino, quest'uomo sarà insieme a lei e con lei a suo fianco scalerà le vette più alte del mondo dove le aquile hanno costruito il loro nido. Auguri.

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