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Gli altissimi meriti del Professor Monti

Non avrebbe senso, oggi, entrare nel merito della decisione di Giorgio Napolitano di nominare Mario Monti Presidente del Consiglio, anche perché, essendo la sua scelta condizionata dalla fiducia delle Camere, il fatto che il Presidente abbia deciso di nominare Monti fu scelta, non so se dovuta o opportuna, certo però politicamente legittima. Dove ho sempre nutrito dubbi, sin dall'inizio, proprio sulla legittimità della decisione, è sulla scelta di fare Monti senatore a vita, decisione che ritenni improvvida ed ingiustificata. E che tale essa fosse è dimostrato, sia pure post festum, dal comportamento del Presidente Monti come attuale concorrente nell'agone elettorale, dove i suoi «altissimi meriti» sono oscurati dal comportamento di piccolo politicante postumo della cosiddetta prima repubblica. Innanzitutto, però, la domanda originaria riguardava i "meriti" di Monti, che non dovevano essere pro domo sua, ma pro patria. Recita l'articolo 59 della Costituzione: «Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Dove mai erano questi altissimi meriti? Avrei capito se Napolitano avesse fatto Monti senatore a vita dopo che egli avesse salvato la Patria dal presunto baratro nel quale rischiava di crollare, ma prima? Altissimi meriti sociali, scientifici, artistici o letterari? Sono un gran lettore di libri ed essendo Monti un professore mi sforzai di trovare i suoi libri per imparare qualcosa. Purtroppo, non c'è ne sono, né in commercio né sul mercato antiquario. Che Monti sia stato professore in passato ed anche di qualcosa è (credo) certo, ma nell'organico dei professori italiani non compare, almeno da diversi anni. Nella mia università il rettore è anche professore, ma evidentemente le regole della Bocconi sono altre e superiori a quelle dei normali atenei della Repubblica. Sono andato a leggere la biografia di Monti sul sito istituzionale del Governo, ma prima ho consultato quello del governo tedesco. Di Angela Merkl è possibile sapere tutto o quasi, con date e foto che ricostruiscono la sua biografia e la sua carriera; di Mario Monti Presidente del Consiglio il cittadino italiano può sapere solo quand'è nato e quando è stato nominato senatore a vita. Della sua biografia scientifica e dei suoi «altissimi meriti» nulla di nulla; il silenzio è totale. Cosa abbia fatto per meritare la nomina resta, a tutt'oggi, un fitto mistero. Forse Monti si vergogna di aver fatto parte di una ridicola commissione francese nominata da Sarkozy dopo esser diventato Presidente, la “Commissione Attali”, le cui proposte caddero tutte fortunatamente nel dimenticatoio, essendo state giudicate anche dallo stesso Sarkozy al limite del grottesco. Il “Financial Times” dubita che sia in grado di governare (bene) l’Italia, ma anche qui per ora la questione non interessa. L’unica domanda che intendo porre, a me stesso e agli elettori, è questa: un senatore a vita (che si è ben guardato dal rinunciare alla nomina, se pure avesse potuto), non dovrebbe tenere un comportamento tale da tener fede se non altro alla natura della sua nuova qualità, quella di ‘illustratore della Patria’? E non dovrebbe rispettare anche la ratio soggettiva che portò Napolitano a farlo senatore? Purtroppo, il Professor Monti (professore di che?) si è lasciato, diciamo così, trascinare dalle meschinerie della politica, di quella politica alla quale rimprovera di aver trascinato l’Italia nel baratro, ma di cui oggi proprio lui è esponente schietto e autentico, insieme con chi meglio la rappresenta, il democristiano d’antan Pierferdinando Casini. Sperando in una riforma, oramai urgente, della Costituzione, l’augurio che formulo è il seguente: aboliamo i senatori a vita, se fosse possibile (purtroppo temo di no) ex tunc, come dicono i giuristi, compresi, insomma, quelli in carica. Agostino Carrino Professore Ordinario di Istituzioni di diritto pubblico Dipartimento di Giurisprudenza Università di Napoli Federico II Giornalista pubblicista

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