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Le finte lacrime,indagate,e...i piccioni viaggiatori

Quando i media portano a conoscenza del cittadino fatti incresciosi come le finte lacrime della signora Prefetto dell'Aquila dopo il terremoto,quello prima stenta a metabolizzare la notizia (ma sarà poi vero?...) e poi,preso dallo sdegno,si associa all'indignazione generale. Però,quando lo sdegno si attutisce,a quel cittadino subentra lo stupore. Perchè una cosa che anche chi non ha studiato sa da tempo la signora Prefetto e i suoi interlocutori ancora non l'hanno capita. Per esprimere quello che si ha in mente,soprattutto se volge al malvagio,non si deve usare il telefono,nè il "fisso" che il "mobile". Se non si dispone di una flotta di piccioni viaggiatori perfettamente addestrati,bisogna incontrarsi,non al bar,ma in un viottolo di campagna stando bene attenti che non ci sia anima viva nel raggio di almeno cento metri...

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