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Tanto tuonò che...

Preg.mo Direttore, Non più tardi di una settimana fa Le scrivevo circa alcuni miei personali convincimenti rimarcando il fatto che le banche siano tra le principali concause dello stato di precarietà in cui versa il nostro Paese, ebbene puntuale si presenta l’affaire M.P.S. i cui connotati tutto sembrano meno che un affare. Facendo appello alla Sua autorevole persona ed in quanto Suo affezionato lettore Le chiedo di sgombrare il campo dall’ombra mistificatoria che sempre accompagna circostanze come questa (l’ennesima) aiutandoci a comprendere nel concreto cosa sia accaduto ed in particolare mandanti e destinatari della partita giacché di questi caroselli accusatori francamente penso tutti ne abbiano abbastanza. Di certo non mi preoccupa la situazione finanziaria del gruppo (a parte quella dei correntisti) né tantomeno il rischio di un suo potenziale crack piuttosto, come già Le avevo scritto, che lo Stato debba intraprendere azioni di bonifica a nostre spese intimandoci ulteriori restrizioni e gravami più di quanto già non stia facendo: queste maledette banche mandiamole al diavolo! Cordialmente Pierluigi Cristiani

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