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NO ai "Tfa Speciali"

Gent. direttore, mi chiamo Chiara Longo, sono di Lecce ed ho ventisei anni. La passione e il sacrificio mi hanno fatto raggiungere i miei obiettivi, mi sono laureata in Lettere con 110 e lode a dicembre 2011, ho continuato a studiare sognando di poter diventare un giorno un’insegnante di Lettere. Per poter realizzare il mio sogno serviva un’ulteriore passaggio obbligato: acquisire l’abilitazione! In passato esistevano le SSIS, scuole di specializzazione a numero chiuso, oggi invece esiste il TFA, tirocinio formativo attivo, anche questo un percorso a numero chiuso. Il primo TFA viene attivato dopo anni di assenza delle Ssis, nell’anno accademico 2011-2012, come era prevedibile ha partecipato alle prove di selezione un numero spropositato di candidati. Io sono fra i partecipanti, presso l’Università del Salento. La prima prova, senza alcuna banca dati, un test a risposta multipla, ministeriale, si tiene a luglio 2012, chi avesse superato la prova con un minimo di 21/30 poteva proseguire con le altre prove. Ed io ce la faccio, finalmente vedevo che i miei sforzi erano serviti. Questa prima prova ha fatto sì però che la selezione fosse spietata, il numero dei candidati si era ridotto notevolmente, in molte sedi universitarie il numero dei candidati idonei era già inferiore ai posti disponibili, e ancora mancavano altre due prove. Così una nuova commissione ministeriale nella settimana di ferragosto, giorni in cui tutti i riflettori erano spenti, ha deciso di "abbuonare" delle domande a tutti. Per quanto assurdo neanche questo è servito a far tornare in gioco molti esclusi, si è proceduto così con le altre prove. Tra ottobre e novembre 2012 tocca alle singole università organizzare la seconda prova, si tratta di uno scritto, domande a risposta aperta su argomenti di studio delle materie inerenti la classe di abilitazione, senza alcun riferimento bibliografico e per superarla serve sempre un punteggio maggiore o uguale a 21/30. Dopo la correzione, finalmente l’ultima prova, un colloquio orale con una commissione formata da docenti incaricati che esaminassero le conoscenze e le competenze su tutte le materie della classe di abilitazione a cui si voleva accedere. Poco prima di Natale 2012, un po’ in tutte le università italiane, vengono pubblicate le graduatorie definitive. Insomma un percorso lungo e difficile, a cui segue il versamento di una cifra pari a 2.600 alle Università. Siamo a gennaio 2013 e le Università si stanno ancora organizzando per far partire effettivamente il tirocinio, ci aspettano 475 ore fra lezioni frontali all’università, tirocinio diretto e indiretto nelle scuole, esami e tesi finale. La mia università ha pubblicato solo pochi giorni fa il calendario, da lunedì 4 febbraio 2013 iniziamo finalmente le lezioni di questo percorso. Sono orgogliosa e felice, nonostante l’anno accademico dovesse essere 2011-12 e siamo già nel 2013, comunque sono felice, sono riuscita a passare tutte le prove e a far parte del primo ciclo di TFA. Una volta abilitata, il mio sogno si avvicina sempre di più. Dovrò sicuramente aspettarmi anni di precariato, di distanza da casa, vivrò sempre in continua competizione, ma avrò fatto tutto quello che dovevo fare. Poi mi sveglio una mattina, il 29 gennaio, e leggo che il Ministero vuole attivare il “TFA Speciale”, di che si tratta? Un percorso abilitante per tutti coloro i quali possiedono 3 anni di servizio a scuola, ma senza nessuna prova selettiva, senza alcuna idoneità, nessun test, nessuna prova. Come se un finto dentista con anni di esperienza vantasse il diritto di avere il titolo per esercitare, solo perché lo fa da anni. Come se un avvocato esercitasse senza aver mai fatto l’esame di Stato, chi pagherebbe mai un commercialista che non ha i requisiti per esserlo? Perché a scuola i bambini, i ragazzi devono avere come insegnanti persone che non hanno mai superato una prova di abilitazione e non hanno messo in discussione le loro capacità? Si parla di persone che hanno avuto già tante occasioni per potersi abilitare, e non sono riusciti a farlo, per loro arriva quindi un vero condono. Ecco che la mia felicità svanisce, i miei sacrifici, il mio impegno ed anche i miei investimenti economici non serviranno a niente, la mia abilitazione varrà quanto la loro, e il mio sogno si allontanerà sempre di più, o meglio non si realizzerà mai. Giorni fa, si è conclusa la riunione della VII Commissione Cultura del Senato per il parere sullo schema di regolamento dei TFA speciali. Il requisito di servizio rimane quello indicato dal Ministero, ossia 3 anni di servizio tra l'a.s. 1999/2000 e il 2011/12. Per fortuna, non è passata anche la riduzione a 360 giorni di servizio, come richiesto in Commissione dalla Lega Nord. Il provvedimento è stato approvato all'unanimità dalla Commissione Istruzione del Senato. La Lega Nord ha deciso di dare ugualmente il parere favorevole, in quanto "l'unanimità del Senato - afferma il Sen. Pittoni Capogruppo Lega Nord Commissione Istruzione del Senato - può "velocizzare" l'espressione del parere alla Camera. Sono infatti molto stretti i tempi per l'attuazione del provvedimento già da quest'anno”. Oggi si riunisce l'ufficio di Presidenza della VII Commissione Cultura per calendarizzare la votazione alla Camera, se questo provvedimento passa anche alla Camera verrà attuato. I docenti che vantano anni di esperienza, non possono temere una prova selettiva, hanno il dovere di sostenerla. Tra le altre, questa "esperienza" potrebbero averla fatta, o non fatta, in una qualche scuola privata di parenti o amici. Dunque, esiste già un modo per potersi abilitare, ed è il TFA ordinario, questo gli riconoscerebbe anche un punteggio per il servizio. Potrebbero evitare di fare le ore di tirocinio a scuola, ma non la prova selettiva, non una prova scritta e orale. Non possiamo accettare questo ennesimo condono all’italiana. Per questo sul sito internet “firmiamo.it” esiste una petizione “fermiamo i tfa speciali” per raccogliere 50.000 firme e poter fermare i Tfa Speciali. Il tentativo è quello di salvaguardare il diritto dei tirocinanti ordinari che, dopo aver superato una dura selezione (di fatto un concorso con ben tre prove!) si vedrebbero vanificati tutti gli sforzi fatti e che stanno facendo, per conseguire l’abilitazione all’insegnamento e di salvaguardare la qualità della scuola dei nostri figli. I TFA SPECIALI permetterebbero l’acquisizione dell’abilitazione senza alcun tipo di selezione in “barba” alla meritocrazia. Mi appello a tutti i candidati alle prossime elezioni, alla stampa, e a tutti i cittadini di questo Paese: DIAMO, PER UNA VOLTA, LA PAROLA AL MERITO, IL CAMBIAMENTO DEVE PARTIRE DALL’ISTRUZIONE! Chiara Longo

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