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Voto Italiani All'Estero

Gent.mo Direttore, Sono un cittadino Italiano, genovese per nascita ma residente a Roma da parecchi anni. A Roma lavoro come funzionario presso un’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite. Nel mese di febbraio p.v., il mio lavoro mi porterà in Afghanistan per una missione di alcune settimane. Per tanto, non sarò in Italia nei giorni previsti per la prossima consultazione elettorale. Mi sono rivolto al Ministero per gli Affari Esteri per sapere se la mia qualifica di funzionario di una agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, mi garantisca il diritto di poter votare all’estero. Purtroppo, mi è stato risposto che: "soltanto i cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE e, ai sensi del DL 223/2012 – previa apposita dichiarazione che andava presentata entro il 20 gennaio - alcune categorie di elettori temporaneamente all'estero per motivi di servizio allo Stato o missioni internazionali (appartenenti alle Forze armate e di polizia impegnati in missioni internazionali; dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome temporaneamente all'estero per motivi di servizio; professori e ricercatori universitari di ruolo anch’essi temporaneamente all'estero per motivi di servizio). Non è previsto il voto all’estero in altri casi". In considerazione del fatto che io mi recherò in Afghanistan non per un viaggio di piacere, ma bensì per una missione di lavoro, a Lei sembra giusto tutto ciò? Personalmente mi sento privato di uno dei diritti fondamentali di cui un cittadino dovrebbe poter godere in una democrazia compiuta! Cordiali saluti, e complimenti a Lei ed al Suo staff per la l’ottima gestione del quotidiano.

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