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Costruire un monumento all'antifascismo

Il presidente Napolitano, forte della sua "moral suasion", ha ammonito: "E' necessario tenere alta la guardia, vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la rete''. Negazionismo e revisionismo aventi ad oggetto il fascismo, naturalmente. Anche se a sessant'anni dopo la sua fine. Giorgio Napolitano, secondo me, avrebbe potuto proporre la creazione di un gigantesco monumento all'antifascismo, atto a fungere da baluardo protettivo del nostro popolo contro i colpi di ariete e i dardi avvelenati della propaganda filofascista dei tipi alla Berlusconi. Un gigantesco baluardo che potrebbe snodarsi per chilometri e chilometri... Un muro di Cina, insomma? No, io direi piuttosto: un muro di Berlino. Perché non dimentichiamo che il muro di Berlino, conosciuto oggi soprattutto come “Muro della vergogna”, fu costruito come un muro di difesa contro il Fascismo. Pochissimi sembrano ricordarlo oggi, ma la designazione ufficiale del Muro, fatta dal governo della Germania dell’Est, e recepita con sollecitudine e solidarietà proletaria anche dai comunisti italiani dell'epoca, fu proprio: “Muro di protezione contro il Fascismo.”

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