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Cemento in Sardegna

Egregio direttore buongiorno. Non so se abbia sentito parlare del fatto che la costa Smeralda, il paradiso dei paradisi turistici, sia stata acquistata dall'emiro del Qatar per circa 600 milioni di euro. Ora sono al vaglio di architetti, sindaci e bracci destri qatarioti dei progetti nei quali è previsto l'utilizzo di mezzo milione di metri cubi di cemento, che servirà a costruire alberghi, ville, piste da go kart, beach house e a ristrutturare vecchi stazzi (abitazioni tipiche della zona). La mia domanda è una, dal momento che sono sardo e in Costa Smeralda ci ho lavorato: servono a qualcosa altri alberghi e mezzo milione di metri cubi di cemento se non lavorano neppure le strutture che già ci sono? Cioè, lavorano, ma per 4 mesi l'anno!! Sono utili altri mostri architettonici per vederli perlopiù chiusi? Io faccio il cuoco, adoro il mio lavoro e ho basato la mia vita su esso, a cominciare dagli studi; sono costretto a spostarmi dalla Sardegna (e tra poco anche dall'Italia) per poter lavorare, perchè qua non ci sono minimamente le condizioni per lavorare. Piuttosto che costruire altri alberghi, sarebbe opportuno che sistemassero l'ovvio: manca una rete capillare di trasporti pubblici che metta in comunicazione i vari siti turistici, mancano i servizi igienici presso le spiagge, mancano strade adeguate che colleghino i vari paesi, la bretella Sassari Olbia sta diventando una barzelletta, però la gente ci muore per la sua pericolosità. E' impossibile arrivare a spendere 160 euro per un viaggio in nave (Cabina singola e auto) verso la penisola a gennaio. Credo che prima di costruire altri scempi architettonici di fronte al mare si dovrebbero risolvere ben altri problemi. Grazie mille per avermi dato la possibilità di scriverla. Paolo

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