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Regione Siciliana, canoni d'oro per uffici vuoti

Egr direttore si segnala quanto segue: Multiservizi: 4 dipendenti in una sede di 900 metri quadrati. Biosphera paga una sede vuota perché non si sa dove trasferire scrivanie e computer. Al Garante dei detenuti sono rimasti in tre per un ufficio di 10 stanze nella centralissima via Magliocco. A Sicilia e-Sevizi vi lavorano 11 dirigenti e l'affitto costa 20.800 euro al mese. IN QUESTI giorni i dirigenti della Multiservizi possono godere di una sede a dir poco spaziosa. D'altronde da ottobre sono rimasti in quattro ad andare ancora a lavorare nella villetta di viale Michelangelo e adesso hanno a disposizione una sede da 900 metri quadrati tutta per loro, con tanto di giardino a servizio. Un ufficio regale, che paga mamma Regione al prezzo di 20.800 euro al mese. Peggio accade a Biosphera, altra società in liquidazione: qui, nella sede di via Ruggero Settimo, non è rimasto più nessuno, solo qualche computer e le scrivanie. Ma si continua a pagare un affitto mensile da 3 mila euro, in attesa di capire dove traslocare questo materiale dopo che la società è stata fusa per incorporazione nella nuova controllata, la Sas. Ma nel volume degli sprechi per affitti inutili, una parte importante la occupa l'ufficio del Garante dei detenuti: dieci comode stanze nella centralissima via Magliocco che costano 5 mila euro al mese, a fronte di appena un dirigente e due funzionari rimasti in servizio. Lo scandalo denunciato all'Ars dell'affitto d'oro da 450 mila euro all'anno, 37 mila euro al mese, per la sede della società Sicilia e-Servizi nella quale lavorano appena 11 persone, è soltanto la punta dell'iceberg. Oggi, tra operazioni immobiliari fallimentari e assessorati che hanno preso in locazione palazzi senza badare a spese, la Regione spende di affitti 33 milioni di euro all'anno: cifra, questa, triplicata dal 2007 grazie alla vendita di alcuni immobili al gruppo della Pirelli Re, in gran parte riaffittati dalla stessa Regione L'ultimo caso emblematico di affitti pagati per nulla riguarda le società Multiservizi e Biosphera, appena incorporate dalla Beni culturali spa (che adesso si chiama Sas). Tutti gli amministrativi delle due controllate di Palazzo d'Orleans sono stati trasferiti nella sede della Beni culturali in via Libertà. In oltre 70 stanno stipati in poche stanze con l'amministratore Giuseppe Di Stefano che ha scritto all'assessorato Ecobomia chiedendo nuovi locali. Peccato però che da ottobre la Regione continui a pagare gli affitti dei palazzi che ospitavano le due società liquidate. Nella villa di viale Michelangelo, sede storica della Multiservizi, sono rimasti per giunta quattro dirigenti che attendono di conoscere il loro futuro: formalmente non sono stati riassunti dalla Sas e hanno in corso un contenzioso. A Biosphera, nella sede di via Ruggero Settimo (che costa 3 mila euro al mese di affitto) non è rimasto invece più nessuno. Ma la Regione continua a pagare il canone di locazione perché non sa dove mettere i computer, le scrivanie e gli armadi riamasti negli uffici. Da mesi il commissario liquidatore di entrambe le società, Anna Rosa Corsello, scrive al dipartimento Economia chiedendo di avere indicazioni sulle iniziative da intraprendere. Ma anche lei non ha ricevuto risposte chiare: "In autonomia ho deciso comunque di disdire il contratto di affitto di Biosphera e di trasferire i mobili nella sede della Multiservizi in viale Michelangelo, per la quale abbiamo prolungato il contratto solo per altri sei mesi - dice la Corsello - il tutto in attesa che il dipartimento Economia mi indichi una soluzione definitiva". Altri affitti sono comunque attualmente pagati dalla Regione senza alcun motivo. A partire dai 5 mila euro al mese che Palazzo d'Orleans versa mensilmente per dieci stanze in via Magliocco: qui ha sede l'ufficio Garante dei detenuti, in gran parte smantellato dopo che i dipendenti sono stati trasferiti in altri rami dell'amministrazione. In ufficio sono rimasti in tre, due funzionari e un dirigente, Lino Buscemi, che da mesi scrive chiedendo di avere assegnati altri locali. Ma anche lui non riceve riposte e l'affitto, nonostante un contratto scaduto lo scorso novembre che poteva essere disdetto senza oneri aggiuntivi, continua ad essere regolarmente pagato. A voler fare due conti gli affitti "inutili" costano almeno 70 mila euro al mese. Follie di una Regione che in materia di operazioni immobiliari ha fatto sempre affari in perdita: completamente disattese sono state poi le delibere e le circolari firmate dall'ex assessore all'Economia Gaetano Armao, che aveva chiesto ai vari assessorati di attivarsi per ridurre del 15 per cento i canoni di locazione. Armao ha anche denunciato alla Corte dei conti il caso paradossale dall'affitto nel 2011 di un intero palazzo in viale Campania alla modica cifra di 1,5 milioni di euro all'anno: peccato però che mancasse perfino la scala antincendio e solo nel luglio scorso lì è stato possibile trasferire i 487 dipendenti dell'assessorato Energia.

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