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ELEZIONI E CHIESA

Il Cardinale Bagnasco ha detto: «la Chiesa si schiera con quei valori fondamentali che fanno l'umano e che una società distratta e a volte un po' ideologizzata come la nostra sembra o dimenticare o non considerare come fondativi perché è impossibile pensare ad uno stato sociale efficace, ad una riforma dello Stato, ad una riforma dell'economia, della finanza, del mondo dell'industria che non abbia come primato e come centro la persona». La Chiesa non può dire ai cittadini di sostenere quei politici che difendono la famiglia e i deboli e poi continua a spoinsorizzare Casini che a sua volta sta con Monti che ha affamato le famiglie in nome del risanamento. Come tutti sappiamo, un risanamento mai avvenuto perchè il debito non è calato e gli italiani se hanno potuto pagare ancora tasse è perchè avevano o beni o soldi. Il cardinale Bagnasco ha proseguito infatti: «Come facciamo a pensare a delle riforme socio economiche, finanziarie e strutturali se uno Stato, una società -ha proseguito il presidente della Cei- non difende a spada tratta, in ogni modo e a qualunque costo, la vita più fragile?». Secondo Bagnasco, «i temi della vita pubblica, della casa, della sanità, dell'istruzione e del lavoro si devono affrontare tenendo d'occhio e favorendo la primaria attenzione alla vita quando è più fragile e cioè nel suo inizio e nella sua fine. Se noi non teniamo fermi questi due momenti dove la vita è più fragile e indifesa - ha detto ancora il Cardinale - come potrà uno Stato essere giusto nel perdurare della vita umana?» Penso allora che anche la Chiesa dovrebbe stigmatizzare la mancanza di coraggio di chi non intende ridurre i costi dello stato, che consentirebbero di allentare la morsa del fisco. Non basta annunciarlo, bisogna farlo. Vorrei sentir dire proprio dal Presidente della Cei e dalle colonne di Avvenire che chi non lavora per scelta, chi vagabonda senza impegno, chi riscuote un reddito senza fare il suo dovere è un ladro e fa peccato. La Chiesa dovrebbe espressamente appoggiare quei politici che si impegnano con l'esempio a moralizzare il mondo del lavoro, soprattutto nel pubblico, anche con maggiore produttività. E non siamo convinti che Rosy Bindi o Casini siano l'esempio che cerchiamo. Marco Morbidelli

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