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D'Annunzio e le elezioni

Leggo in un articolo: "Nella settimana dannunziana di Pescara si cercherà di battere il record per la torta più grande del mondo. Il Vate era molto ghiotto di un tipico dolce abruzzese: il parrozzo. Bene: in suo onore alla presenza del giudice dei Guinnes dei primati cercheranno di preparare il parrozzo più grosso del mondo». Un contributo come un altro alle celebrazioni dannunziane del 2013; del resto il Comandante aveva come "livre de chevet" un periodico, un annuario (proprio come il Guinnes): il famoso Barbanera. Io però preferisco ricordar d'Annunzio per la sua attualità politica, come cartina di tornasole dei programmi elettorali. Sentite un po' questa, che m'ha passato l'amico Tobias Fior: "Quale uomo politico oggi mostra di ricordarsi che la vita italiana fu l'ornamento del mondo? Quale mostra di conoscere le antiche virtù attive del popolo italiano, la varietà delle opere, la sapienza degli istituti, la prevalenza degli Ottimi, il fervore della passione civica, l'impronta dell'uomo su la cosa, l'utensile fatto vivente, le pietre adunate da un decreto di gloria, la potenza pubblica espressa dall'edifizio, la città scolpita come un simulacro, tutta quella grande concordia discorde che costituiva lo Stato libero?" Sì: quale uomo politico, oggi?

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