Cerca

È necessaria l’interdizione dalla carica del rettore dell’Università di Siena

Il rettore dell’Università di Siena ha inviato una rettifica a Libero (1 febbraio) con la quale distorce i dati e il parere dei revisori dei conti. Il disavanzo di competenza previsto per il 2013 è di 19 milioni di euro e non di 6 milioni come vorrebbe far credere. Non è la prima volta che il rappresentante legale dell’università diffonde notizie errate, esponendo al ridicolo sé stesso e l’istituzione che dovrebbe rappresentare. Ormai è chiaro che, nell’esclusivo interesse dell’ateneo senese, l’interdizione del Prof. Angelo Riccaboni dalla carica di rettore debba ritenersi una misura cautelare necessaria, considerando la reiterazione di abusi, l’inquinamento probatorio in atto, la dissipazione delle scarse risorse per attività non istituzionali, l’illegittimità (e in alcuni casi l’illegalità) della maggior parte dei provvedimenti adottati. È gravissimo che, dopo più di quattro anni dalla scoperta della voragine nei conti, non sia ancora stato approvato un piano di risanamento rigoroso, in grado d’incidere sugli sperperi e soprattutto sulle spese strutturali. Non è possibile rilanciare la didattica, la ricerca e recuperare il prestigio dell’ateneo senese, senza un preventivo risanamento strutturale del bilancio. È incredibile che, a fronte di un disavanzo d’amministrazione di 46 milioni d’euro (al 31 dicembre 2012) il rettore – un tecnico in economia aziendale – non sappia far altro che proporre il congelamento per cinque anni delle rate dei mutui, con ciò penalizzando l’ateneo di oltre sedici milioni d’euro, con evidente danno erariale. Impreparazione e insipienza, assenza totale di trasparenza, azioni truffaldine relative all’utenza sostenibile, organi di governo esautorati delle loro prerogative sono tutti elementi con i quali il rettore, privo della piena legittimità a esercitare le sue funzioni (perché eletto e nominato nella carica in modo irregolare) sta affossando definitivamente l’università di Siena. E il collegio dei revisori dei conti «auspica che il Miur definisca i criteri per il dissesto finanziario e quindi possa assoggettare l’Ateneo a tale procedura prima che la situazione economica, finanziaria e patrimoniale degeneri ulteriormente.» Giovanni Grasso Prof. Ordinario di Anatomia Umana Università degli Studi di Siena

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog