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Normativa europea anticorruzione

5 Febbraio 2013: la Corte dei Conti denuncia che la corruzione in Italia ha raggiunto sistematicità e livelli tali da distruggere l'economia del paese. Ricordiamoci che la corruzione interessa in particolare la spesa della Pubblica Amministrazione, che è più del 50% del PIL del paese, cioè dei soldi che ci prendono con le tasse più alte del mondo. E' ben noto che il livello di corruzione dipende essenzialmente dall'inefficacia delle leggi, ovvero dall'altissima probabilità - per corrotti e corruttori - di farla franca. Se uno ha l'occasione di arricchirsi e solo una probabilità su mille di essere beccato e una su diecimila di andare in galera (sono le statistiche), perché non dovrebbe corrompere o lasciarsi corrompere? Di qui la "endemicità" della corruzione. Dunque, per contrastare la corruzione bisognerebbe in primo luogo fare una cosa semplicissima: ratificare la (temutissima) convenzione europea anticorruzione del 1999 che solo l'Italia (unica tra i paesi europei) non ha ancora recepito. Perché Monti, che è capo del governo e si dichiara "fuori dal sistema" non l'ha già fatto? Perchè nè lui nè alcun altro candidato inserisce nel proprio programma elettorale la semplicissima ratifica di questa convenzione? Perchè Napolitano non si sogna di raccomandarla in uno dei suoi tanti discorsi alla nazione? Secondo me i casi sono due: o questi politici fanno parte della cricca che prospera sulla corruzione oppure, conoscendo il loro ambiente, pensano che una raccomandazione del genere sarebbe del tutto velleitaria e impolitica. I politici che rientrano in quest'ultimo caso secondo me andrebbero sfiduciati, quelli che rientrano nel primo dovrebbero naturalmente andare in galera per associazione a delinquere. Noi "cittadini", se stiamo zitti, siamo moralmente responsabili di favoreggiamento.

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