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Salvare Antonveneta

Qualche anno fa come cliente di Antonveneta ho chiesto un misero leasing di 100.000 euro per l’acquisto di un macchinario; la filiale del mio comune mi dice che la pratica deve deciderla Oderzo, Oderzo a sua volta la inoltra a Treviso e Treviso mi fa sapere che la pratica dovrà vederla e deciderla Siena; Aspetta, aspetta: nessuna risposta. Per farla breve decido di pagarla con la liquidità dell’azienda. Ma se avessi chiesto che so 500.000 o un milione di euro e vessi firmato un contratto con il fornitore qualche mese prima perché la fornitura è su commessa, la banca mi avrebbe messo nei guai. Faccio presente che la mia azienda non è piccolissima, oltre quattro milioni di fatturato , 27 dipendenti, nessun leasing o mutuo in essere, liquidità finanziaria in equilibrio. Fin qui il fatto; Mi parve già nel 2007 l’acquisizione di Antonveneta da parte di MPS, incomprensibile, Antonveneta era in salute, visto il prezzo per l’acquisizione di 9,3 miliardi si capiva che si era di fronte a una soprafatturazione come oggi risulta, allora oltre al sistema nazional/Siena, la spagnola venditrice Sandater da pochi mesi, parte del sovraprezzo deve essere rimasto qui in loco (Veneto) una fraudolenta plusvalenza a seguito di un patto leonino. Adesso con i Monti bond i cui interessi al 15% da usura la nostra banca verrà ingoiata nella nazionalizzazione di MPS. Bisogna impedire ciò.

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