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Questioni di appartenenza

Se un mio avversario vuole affossarmi, chi altri più di un soggetto che percepisca come amico cui farmi somministrare il curaro? La storia non ci insegna proprio niente "tu quoque, Bruto, fili mii" Come pensare del resto che un italiano lavori a discapito dell'italia? Nei passaggi chiave degli ultimi 15 anni abbiamo avuto il rassicurante Romano Prodi alla presidenza della commissione europa(99), dopo essere stato presidente del consiglio italiano (96) in una fase che dire burrascosa e a tinte fosche sarebbe riduttivo, mentre nel 2011 Mario Draghi è stato "fatto" casualmente presidente della BCE ed ha firmato e mandato all'italia le "istruzioni" per poter restare in europa (richieste da ignoti e misteriosi mandanti) che ci hanno dato il colpo di grazia (facendoci pagare per un'esposizione economica che non abbiamo). Con tali nomine, le testate giornalistiche interne al paese, si sono al contempo prodigate, talvolta pure in buona fede, nello scrivere editoriali rassicuranti: chi si potrebbe infatti immaginare che un proprio concittadino, peraltro di una simile caratura, non faccia gli interessi del proprio paese(o quanto meno non ne sia causa di danni mortali)? Mi sento di dire solo due cose: criminali, venduti, non vi meritate di essere considerati italiani. Se il metodo per arrivare a rivestire simili incarichi è quello di macchiarsi di comportamenti criminali, in veste di funzionario dello stato, ai danni dei propri concittadini, beh, allora Silvio è un principiante, perché i posti che ha raggiunto, li ha raggiunti non sulle spalle del popolo italiano (penso agli storici gruppi industriali presenti in confindustria), ma rischiando in proprio. Poi si potrà dire che avrà beneficiato dei favori del PSI: probabile, ma quanti con i favori della politica sono riusciti a costruire quel che ha costruito lui (dando lavoro a migliaia di persone) e quanti invece si son limitati a sistemare familiari ed amici, o semplicemente ad usare tale potere per sostenere il potere stesso (cioè il partito di appartenenza)? Che uno sia o meno berlusconiano, pare di tutta evidenza che quanti lo odino o non lo approvino, siano spinti da motivazioni riconducibili più all'invidia per la persona che gli somiglia tanto, ma non potranno mai essere, piuttosto che a considerazioni oggettive, ovvero il classico refrain, vorrei, ma non posso. E qua, sfido io a chi non venga in mente Fantozzi, di cui Bersani è un degno interprete: del resto deve comunicare alla sua base di essere abbastanza sfigato da farli sentire a proprio agio, ovvero farsi votare. (mi piacerebbe vedere e sentire come sia realmente dietro le quinte) Inoltre, siamo d'accordo o no che in Italia ci sia bisogno di un profondo, radicale cambiamento? A chi vogliamo affidare la guida del paese: a SEL e PD, legati a doppio filo alle politiche conservatrici della CGIL, per cui i disoccupati valgono zero e gli unici che abbiano diritto di esser rappresentati siano i così detti lavoratori oggi?( e se questi divenissero disoccupati domani, affari loro?) A Monti con Casini e Fini, esponenti di una politica conservatrice (a difesa delle rispettive clientele) di stampo Cattolico, Vaticana piuttosto che vetero fascista(nel senso delle clientele radicatesi nei decenni specialemnte nel sud italia)? Oppure vogliamo realmente credere che Grillo con le sue 5 stelle, una volta entrato nella stanza dei bottoni, non venga catechizzato dagli alti prelati vaticani e sindacali? Insomma, che vi prometta o meno qualcosa, la via meno conservatrice e più incline al cambiamento è proprio quella incarnata dal partito delle persone che nella vita abbiano ANCHE combinato qualcosa, ovvero LAVORATO, oltre a riempirsi la bocca di chiacchiere come invece han fatto quanti il primo stipendio l'abbiano percepito come rimborso dal partito in cui militavano fin dal liceo. Il PDL è il partito della società civile, della società civile italiana: difatti il suo elettorato è trasversale, più spostato verso il basso che verso le classi radical chic. E' per questo che è così inviso alla direzione europea di germania e francia: i radical chic se ne fregano del popolo e possono tranquillamente passarci sopra per i loro fini, mentre un partito che nasca dalla base e sia fatto di gente che lavora ed ha lavorato, ha nel DNA l'interesse della stessa società che rappresenta, ovvero la società italiana tutta, che siamo noi, che è l'Italia. La speranza non è più di questo mondo: viviamo nella società delle possibilità, da cogliere o meno. Berlusconi e il PDL hanno il dovere morale di mettercela tutta, per il semplice fatto che POSSONO fare la storia, POSSONO tentare la svolta, che gli altri proveranno ad impedire in ogni modo e per questo, non servirà dare il voto e con questo lavarsi la coscienza. E' l'ora di smettere di vergognarsi di sentirsi a favore dell'italia, della società italiana, di sentirsi cittadini europei di serie B, ma semmai è arrivato il momento di non vergognarsi di voler sostenere NOI STESSI. Al netto di tutti gli scandali reali o presunti, è sempre e solo Berlusconi ed il suo partito ad incarnare, soli, questa possibilità: avranno contro le opposizioni, le testate giornalistiche e l'intera comunità europea (e un po' di USA), non è già questa di per sé un'ottima ragione per votarli? Molti nemici significa che non vogliono i nostri politici facciano l'interesse del nostro paese? E quale altro mandato vorrebbero dessimo alle persone che ci devono rappresentare, quello di una morte lenta e dolorosa?

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