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Monti l'Ammazzafuturo

Non sono un grafomane e prima d'ora non avevo mai scitto ad un giornale, ma quest'anno passato, le sue conseguenze sulla vita di molti e sopratutto sulla mia, mi hanno gonfiato di tanta rabbia che devo cercare di sfogare in qualche modo. Ho passato una vita di lavoro prima dipendente (quidici anni come quadro dirigente di una società commerciale) poi autonomo, poi come imprenditore. Mi sono reso conto che il sistema pensionistico italiano non mi avrebbe garantito una pensione. Perciò ho pensato di investire i miei risparmi per garantirmi un futuro sereno e per lasciare poi una rendita ai miei figli. Ho acquistato un capannone, fittato ad una grande azienda, ed un locale commerciale in centro. Contavo sulla rendita, percentualmente più alta del capannone (anche a costo di una più difficile commercializzazione ed una minore rivalutazione) e sulla sicurezza commerciale del locale commerciale data la sua posizione (anche a costo di una ridotta rendita in percentuale). Come vede ho fatto scelte ponderate basandomi sull'esperienza di una vita di lavoro. In un anno soltanto lo tsunami Monti ha mandato in fumo tutta la mia prudenza. La rivalutazione catastale (160%), l'IMU che, anche per la possibilità lasciata ai Sindaci di aumentare le aliquote,(ed a Bari, città governata dalla sinistra, per questo tipo di immobili "produttivi" è arrivata all'1,76%), la contrazione dei consumi seguita ad una politica demagogica di odio e persecuzione verso la spesa, ha fatto si che in appena un anno mi sia trovato con l'azienda che conduceva il mio negozio in chiusura e quella del capannone che mi ha chesto una drastica riduzione del canone per evitare il rilascio. Ora, si dirà, sono i rischi dei proprietari di immobili, se non si fosse materializzata nel frattempo questa imposizione fiscale così pesante da rendere gli immobili invendibili (chi può pensare di comprare un locale che se va bene rende un 2/3% se è gravato da una tassa indeducibile dell'1,76 e poi alle altre solite tasse?) e difficilmente locabili con questa crisi. Per fortuna lavoro ancora e cercherò col mio lavoro di pagare in qualche modo queste tasse,con l'incubo di lacsiare ai miei figli non una rendita ma delle spese.

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